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Autonomi, stangata rinviata

I professionisti senza cassa tirano sospiri di sollievo. Freelance, consulenti aziendali, tecnici informatici e terapisti della riabilitazione, per un anno ancora, il 2015, non dovranno elevare l’aliquota contributiva da pagare alla gestione separata Inps. L’ha deciso il governo in sede di conversione del decreto Milleproroghe (dl n. 192/2014, a cui il senato ha dato via libera definitivo il 26 febbraio scorso), introducendo una norma che, da una parte conferma per quest’anno la stessa aliquota del 27,72% pagata nel 2014, e dall’altra riscrive le tappe per l’allineamento al 33%.

Professionisti senza cassa. La novità interessa soltanto ai lavoratori «esclusivi» (o «scoperti). Si tratta di lavoratori che non svolgono altra attività di lavoro e, per questo, già versano i contributi previdenziali (per esempio come dipendenti, commercianti, artigiani ecc.), e che non sono neppure pensionati. Secondo la nuova disposizione, questi professionisti:

  • per l’anno 2015 pagheranno ancora l’aliquota del 27,72% (la stessa dell’anno 2014);
  • per l’anno 2016 pagheranno l’aliquota del 28,72%;
  • per l’anno 2017 pagheranno l’aliquota del 29,72%;
  • a partire dall’anno 2108 pagheranno l’aliquota del 33,72%, la stessa degli altri iscritti alla Gestione separata, con un aumento di ben 4 punti percentuali.

Nessuna novità per gli altri lavoratori «esclusivi», per i quali dal 1° gennaio 2015 è salito di 2 punti percentuali, né per gli altri lavoratori «non esclusivi», per i quali il rincaro è stato di un punto e mezzo percentuale: nel primo caso l’aliquota contributiva è passata al 30,72% e nel secondo caso al 23,5%. L’Inps ha illustrato le novità con la circolare n. 27/2015 ed è possibile, dunque, riassumere la disciplina e le regole di contribuzione valide per l’anno in corso e per quelli futuri (salvo nuove deroghe).

Gli obbligati al contributo. L’obbligo assicurativo a favore dei lavoratori cosiddetti lavoratori atipici prende le mosse dalla riforma previdenziale del governo Dini (legge n. 335/1995) che ha istituito presso l’Inps questa forma di previdenza obbligatoria, finalizzata a tutelare le figure professionali emergenti e in costante crescita nel mercato del lavoro, prive d’appositi Albi, ovvero tutte quelle attività che la giurisprudenza definisce appunto atipiche, quali le collaborazione coordinate e continuative (le co.co.co., le co.co.pro, le mini-co.co. che è l’ambito cosiddetto anche di lavoro parasubordinato), nonché gli incaricati alla vendita a domicilio (i cosiddetti venditori porta a porta). Infatti, in base alla disciplina dettata dall’art. 2, commi dal 25 al 33, della legge n. 335/1995, i soggetti per i quali ricorre l’obbligo assicurativo sono:

  • i lavoratori autonomi che esercitano la professione in modo abituale anche se non esclusiva;
  • i collaboratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa sia come rapporto tipico che atipico;
  • gli incaricati delle vendite a domicilio;
  • a partire dall’anno 2004, gli associati in partecipazione.

Il contributo dovuto alla gestione separata Inps è calcolato in misura percentuale sul reddito determinato ai fini Irpef, risultante dalle dichiarazioni annuali o dagli accertamenti definitivi, entro il tetto massimo contributivo annuo (per l’anno 2014 è stato pari a fissato in 100.123 euro ed è salito a 100.324 euro nel 2015, come confermato dall’Inps nella circolare n. 27 del 5 febbraio). L’aliquota di contribuzione fu fissata, in origine, al 10%; poi si sono succeduti vari provvedimenti legislativi che ne hanno modificato la misura e anche il campo di applicazione.

La disciplina vigente distingue due categorie di soggetti con diverse aliquote di contribuzione:

a) lavoratori senza altra copertura previdenziale obbligatoria né pensionati (cosiddetti collaboratori «esclusivi» oppure «scoperti»), che nel 2014 hanno pagato l’aliquota del 28,72%, a eccezione dei professionisti senza cassa che hanno pagato il 27,72%;

b) lavoratori già in possesso di altra copertura previdenziale obbligatoria o pensionati (cosiddetti collaboratori «non esclusivi» oppure «coperti»), tenuti a pagare l’aliquota del 22% nell’anno 2014.

Dal 1° gennaio 2015 il contributo è salito di 2 punti alla prima categoria, fatta eccezione per i professionisti senza cassa, e di 1,5 punti alla seconda, cosicché si ha:

a) lavoratori «esclusivi» (o «scoperti») tenuti a pagare l’aliquota del 30,72%, fatta eccezione dei professionisti senza cassa che continuano a pagano il 27,72%;

b) lavoratori «non esclusivi» (o «coperti»), tenuti a pagare l’aliquota del 23,5%.

In ogni caso, una quota del contributo dei lavoratori «esclusivi» (lo 0,72%) serve a finanziare le prestazioni assistenziali di malattia, maternità e assegni familiari; tutto il resto è destinato alla pensione. Nel caso dei lavoratori «non esclusivi», invece, tutto il contributo è destinato alla pensione.

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