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Auto, via alla fusione Fca-Psa

PARIGI «È una fusione tra due gruppi sani, in utile e dobbiamo essere capaci di fare leva sulle forze delle due società, che sono complementari», dice il ceo di Psa, Carlos Tavares, nella conference call con la stampa internazionale. «Dobbiamo essere smart, intelligenti, fare leva sui punti di forza di entrambe le società», aggiunge Mike Manley, ceo di Fca.

L’annuncio ufficiale della fusione che dà vita al quarto gruppo automobilistico al mondo è stato dato ieri mattina, e nel pomeriggio i manager hanno delineato insieme i contorni del nuovo gruppo, che non ha ancora un nome. Il ceo sarà lo stesso Tavares, l’uomo che ha rilanciato una Peugeot sull’orlo del fallimento, con una mandato di cinque anni. Manley resta «con un ruolo esecutivo senior — ha detto Tavares —, lavoreremo insieme e lui ci porterà la sua esperienza», in particolare sul mercato nordamericano dove oggi Psa è assente.

Il presidente di Fca, John Elkann, in una lettera ai dipendenti ha evocato un «obiettivo comune», quello di essere leader «nella nuova era della mobilità sostenibile». L’operazione, che ha avuto Mediobanca come leader advisor di Psa, punta a raccogliere al meglio la sfida dell’auto elettrica, «e pensiamo che insieme potremo affrontare questo profondo cambiamento del mercato. Non siamo forse ancora al livello dei nostri concorrenti tedeschi, ma siamo pronti a unire le forze tra di noi», dice Tavares. La fusione sarà conclusa nel giro di 12-15 mesi, dopo l’approvazione degli azionisti delle due società nelle rispettive assemblee straordinarie e il via libera dell’antitrust. Un altro snodo fondamentale sarà quello della riduzione delle emissioni di CO2. Due terzi delle auto prodotte si baseranno su due piattaforme.

L’operazione

Goldman Sachs e Mediobanca advisor

Re David (Fiom): confronto globale

Il board sarà formato da 11 consiglieri, cinque per parte più Carlos Tavares, e due di loro rappresenteranno i lavoratori, una novità giudicata molto positivamente dai sindacati. Grazie alle sinergie è previsto un risparmio di 3,7 miliardi di euro, ma i vertici delle due aziende hanno più volte ribadito che non sono previste chiusure di stabilimenti né tagli del personale, e Tavares ha ricordato le promesse mantenute quando nel 2017 Psa ha acquisito Opel.

Le reazioni sono molto positive da parte dei due governi di Francia e Italia. Bruno Le Maire, il ministro dell’Economia francese che nei mesi precedenti aveva frenato sull’ipotesi di un accordo tra Fiat Chrysler e Renault, ieri ha parlato di una «ottima notizia per la Francia, per l’Europa e per la nostra industria automobilistica. Vigileremo sulla tutela dei posti di lavoro». «Il governo italiano accoglie con favore questa alleanza e continuerà a monitorarne l’impatto in termini di sviluppo, investimenti e occupazione», ha detto il nostro ministro Roberto Gualtieri.

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