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Auto, mai così male dall’ 83

di Milena Vercellino

MILANO — Un’accelerata ma in retromarcia, indietro di ventotto anni: il mercato dell’auto in Italia è tornato a luglio a sprofondare con ritmo a doppia cifra, arrivando a toccare i livelli del lontano 1983. Immatricolazioni nel mese a quota 137.442, giù del 10,7%rispetto ad un anno fa; meno 12,7%da gennaio rispetto ai primi sette mesi del 2010. Sono le cifre da bilancio diffuse ieri dal Ministero dei Trasporti. Il crollo evoca un déjà vu neanche tanto lontano: dopo una primavera cautamente intonata alla ripresa, o almeno alla tenuta di mercato— con un -1,8%ad aprile, +4%a maggio e -1,7%a giugno rispetto all’anno precedente— le immatricolazioni sembrano aver imboccato nuovamente la china già percorsa lo scorso inverno. Allora, il calo era stato ancora più rumoroso: -20,4%a gennaio, -20,1%a febbraio, -27,3%a marzo. Ma se nei primi mesi dell’anno le cifre erano ancora viziate dal confronto con periodi «drogati» dagli incentivi governativi, il passo indietro del mese appena concluso è conseguenza diretta degli eventi recenti che hanno toccato l’economia italiana nel suo complesso. E, soprattutto, dei suoi correttivi: «La domanda di auto— commenta il Centro Studi Promotor— ha accusato immediatamente il colpo della stangata contenuta nella manovra finanziaria con i nuovi aumenti di accise e superbolli» , oltre che dei «forti aumenti dei carburanti. E’ un dato molto importante perché è il primo dato statistico sull’economia reale pubblicato dopo la manovra finanziaria» . In questo panorama dissestato, Fiat Group — il principale attore sul mercato italiano— contiene i danni, che pure si fanno sentire: immatricolazioni a -8,4%a luglio, per 41.600 vetture vendute. Ma dopo mesi di rosso, anche un calo inferiore alla media del mercato appare come un dato incoraggiante, forse anche perché la quota di mercato cresce dello 0,8%, a 30,3%. E se le immatricolazioni del marchio Fiat virano al ribasso (-12,11%dal luglio 2010), accompagnate da quelle di Alfa Romeo (-3,15%), a risollevare le sorti del gruppo ci pensano il piccolo balzo in avanti di Lancia (+1,23%), spinta dalla nuova Ypsilon, e l’exploit di Jeep, marginalmente presente sul mercato italiano ma cresciuta del 139%. Intanto, di fronte al debole stato di salute del mercato, tra le parti coinvolte c’è preoccupazione: «A inizio 2011 ci aspettavamo un’inversione di tendenza dopo il primo semestre — dice Eugenio Razelli, presidente di Anfia – invece luglio è ancora un mese difficile. L’andamento del mercato non fa che riflettere un quadro generale di incertezza che è andato peggiorando negli ultimi mesi» . L’Unrae stima che «la previsione per l’intero anno— già contenuta intorno all’ 1%— dovrà essere molto probabilmente rivista al ribasso» . E il 2012 rischia di presentare lo stesso scenario: «Un trend di questo tipo — dice il direttore generale Gianni Filipponi — difficilmente potrà essere modificato anche nel prossimo anno, senza un chiaro programma di intervento a sostegno dell’economia» .

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