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Auto: la Ue frena, l’Italia accelera

Ventun mesi di crescita consecutiva per il mercato europeo dell’auto, ma anche il più ridotto tasso di crescita del periodo. I dati di maggio – che registrano 1.151.965 immatricolazioni nell’Unione europea e nei tre Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera), pari a un incremento dell’1,4% – lasciano spazio a interpretazioni difformi, tra l’ottimismo di chi valuta la tenuta del trend positivo e le preoccupazioni di chi teme il rallentamento.
«Il mercato europeo – afferma Romano Valente, direttore generale dell’Unrae – sembra aver raggiunto una stabilità favorevole solo dove sono investite ingenti isorse da case o reti o dove scelte politiche di sostegno al rinnovo del parco circolante, come in Spagna, migliorano tangibilmente ambiente e sicurezza, rilanciando anche l’occupazione».
Dunque un mercato europeo a più velocità ma, per Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, il risultato complessivo è una brusca frenata delle immatricolazioni a maggio, «dopo un primo quadrimestre molto più promettente». Complessivamente, dall’inizio dell’anno, le consegne sono 6.000.439, in crescita del 6,7% rispetto allo scorso anno.
In realtà, secondo l’Anfia, il dato negativo di mercati come quello tedesco – che a maggio è calato del 6,7% – è semplicemente legato ai due giorni lavorativi in meno. A parità di giorni lavorati – assicurano all’associazione della filiera dell’industria dell’auto – si sarebbe registrato un incremento del 4%. Ed anche all’Unrae scommettono su una performance positiva del mercato tedesco già in questo mese di giugno.
Analoga la situazion in Francia, con un mercato in flessione del 3,5% ma con un incremento valutato nel 7,3% a parità di giorni lavorati. Sulla Francia, però, l’Unrae avanza alcune riserve, considerando l’elevato livello di disoccupazione che mal si concilia con un incremento degli acquisti di nuove vetture.
Crescono invece, anche a maggio, gli altri tre principali mercati continentali. L’Italia incrementa le consegne del 10,8%, la Spagna del 14% e la Gran Bretgana del 2,4% (è il 39° aumento mensile consecutivo).
Quagliano rileva come il mese scorso sia stato caratterizzato nuovamente da una crescita più contenuta dell’area euro (+0,3%) a fronte di un progresso del 4,2% dei Paesi dell’Unione europea che non adottano la moneta unica e del 4,5% dei mercati Efta.
Uno scenario estremamente diversificato a livello di Paesi, ma anche a livello di costruttori. Da un lato gruppi come Fca che, ancora una volta, ha chiuso il mese con un risultato migliore di quello della media del mercato. Per il Lingotto il progresso è del 9% a maggio e dell’11,5% dall’inizio dell’anno. Merito di Jeep, che il mese scorso ha registrato un incremento del 134,2%, ma anche del marchio Fiat in crescita del 7,1%. Stabile Alfa Romeo (+0,4%) mentre Lancia-Chrysler cede il 24,1%. La quota di Fca di maggio sale dal 6,3 al 6,8%.
Cala, invece, quella del gruppo Volkswagen che vede le consegne calare del 2% e la quota scendere dal 26,6 al 25,7%. Il gruppo tedesco rimane, comunque, saldamente al comando della classifica dei costruttori. Precedendo Psa, che cede il 5,2% e conquista il 10,2% di quote, e gli altri francesi di Renault che crescono del 5,4% (con una quota che sale al 9,4%).
In calo Ford (-0,6%) e il gruppo Opel (-5%) mentre, alle spalle di Fca, crescono Bmw (+7,9%) e Daimler (+11,5%). Tra le asiatiche maggio vede Toyota cedere il 5,3% ma il mese è positivo per Nissan (+13,7%), Hyundai (+3,5%) e Kia (+7,7%).
Flessioni limitate per Volvo (-0,8%) e Mazda (-0,5%) e progressi a due cifre per Suzuki (+13%), Jaguar Land Rover (+18,7%) e Mitsubishi (+31,4%), con Honda che perde il 16,3%.

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