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Auto, il mercato conferma la ripresa Fca vola a Piazza Affari con Jeep e 500

Su del 13,47% le vendite, dunque leggermente meglio di un mercato che con un buon 13,2% consolida la ripresa. Su di un altro 2,25% in Borsa, dove buca il tetto dei 14 euro e «doppia» i prezzi d’esordio come Fiat Chrysler Automobiles. Era il 13 ottobre 2014, meno di sei mesi fa. E se a far correre il titolo è stata, fin qui, soprattutto la prospettiva della quotazione Ferrari, ora la spinta viene dal chiaro recupero dell’auto italiana. 
I dati di ieri lo confermano. In Italia, in febbraio, le immatricolazioni complessive sono salite a 134.697. Anche se tra i beneficiari non ci sono i concessionari — che infatti invitano a «non cadere nella trappola: la ripresa c’è grazie al noleggio, i consumi privati restano fermi» — è indubbio che nel settore sia tornato l’ottimismo. Anzi. Sommata al +10,9% di gennaio, l’ultima performance rafforza un trend che, per il Centro studi Promotor, potrebbe addirittura «sottostimare l’evoluzione del mercato: la carenza di targhe potrebbe aver penalizzato soprattutto le richieste dei privati».
Comunque sia «targata», la domanda è ripartita. Ed è evidente che l’industria non considera episodici i segnali di inizio anno. Si crede nel trend stabile, o almeno ci crede Fiat Chrysler. La prova sta nelle mille nuove assunzioni di Melfi.
È vero: Jeep Renegade e 500X, i due modelli realizzati in Campania, sono stati pensati «anche» per l’export. È chiaro però che è sempre l’Italia, dove la quota Fca è tornata al 28,1%, il mercato più importante. Bene: la Renegade è alla base del nuovo boom di Jeep, che chiude a +290%; la 500X in poche settimane è entrata nella top ten del proprio segmento e completa le «conferme» Panda, 500L, Ypsilon, Punto, 500 classic (ovvero i cinque modelli che dominano la classifica nazionale delle auto più vendute).
È solo un caso, probabilmente, che la firma definitiva dell’intesa per Melfi sia arrivata lo stesso giorno dei dati di mercato. È comunque emblematico: l’accordo tra Fca e Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Ugl — in mezzo alle previste contestazioni della Fiom — punta a far salire da mille a 1.100 le auto prodotte ogni giorno. Perché sia possibile, si portano i turni da 15 a 20. In cambio, nella fabbrica che d’ora in poi resterà chiusa solo la domenica mattina, i contratti dei mille nuovi assunti verranno stabilizzati. E, per tutti, in busta-paga potranno entrare fino a 1.400 euro l’anno in più.

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