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Auto elettrica, ibrida e a metano il governo pensa agli incentivi

Incentivi per l’auto elettrica e per le motorizzazioni alternative: metano e ibrido. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda annuncia che «nella strategia energetica nazionale stiamo ragionando sulla possibilità di incentivare il passaggio alle auto elettriche, a metano o ibride soprattutto per le famiglie che hanno meno possibilità economiche e per le auto più vecchie». Un segnale che anche il governo italiano intende spingere sulle motorizzazioni alternative come chiede l’Europa. L’Italia ha già previsto di installare nella Penisola 19 mila nuove colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli e oltre 3.000 distributori di gas per autotrazione entro i prossimi 3 anni. Calenda spiega che verranno incentivati sia i motori elettrici ed ibridi sia quelli a metano «in nome del principio della neutralità tecnologica». Anche perché in Italia Fca ha un terzo del mercato nazionale e propone soprattutto auto a mentano tra quelle a propulsione alternativa.
Parlando ieri pomeriggio agli analisti in occasione delle presentazione dei dati del terzo trimestre 2017, Sergio Marchionne ha confermato il suo atteggiamento noto nei confronti delle auto elettriche e di quelle a guida autonoma che sono state al centro del recente salone di Francoforte: «Bisogna essere cauti perché in questi campi si può distruggere molto valore». L’ad ha poi fatto riferimento al recente accordo con un raggruppamento comprendente anche Bmw, Intel e Mobileye per lo studio della guida autonoma: «La soluzione tecnicamente corretta al prezzo giusto».
Fca annuncia utili record per il terzo trimestre soprattutto grazie alle auto di grande cilindrata vendute nel Nordamerica. Risultati che fanno impennare il titolo in Borsa che sale del 5 per cento e supera quota 14 euro. Un incremento legato certamente al balzo dell’utile netto (più 50 per cento a 910 milioni) e dell’ebidt adjusted a 1,76 miliardi, sopra il consensus a 1,67. A far salire gli utili sono soprattutto i risultati del Nordamerica dove consegne doppie rispetto all’Europa (600 mila unità circa contro 300 mila nel trimestre) producono ricavi tripli (16 miliardi contro 5) e utili decuplicati (1,2 miliardi di ebidt contro 127). Insomma anche di fronte a un riequilibrio delle vendite tra le due sponde dell’Atlantico, il mix nordamericano è decisamente più redditizio. E lo sarà ancora più nei prossimi mesi: «Avremo il lancio di tre nuovi modelli entro gennaio », dice Marchionne. Si riferisce al nuovo Cherokee, al nuovo Wrangler e all’ultima versione del Ram 1.500, tre modelli simbolo del mercato Usa. L’ad conferma i target del 2017: ricavi tra 115 e 120 miliardi, ebit superiore a 7 miliardi, utile netto superiore ai 3 miliardi e indebitamento netto industriale sotto i 2,5. Quanto allo spin off di Marelli, «si deciderà nel 2018». La prospettiva per il prossimo anno è quella di «rispettare gli obiettivi del piano industriale ». Che sono noti: azzeramento dell’indebitamento netto industriale (anzi una generazione di cassa positiva per 5 miliardi) e ritorno degli stabilimenti italiani alla piena occupazione.

Paolo Griseri

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