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Auto, documento unico

I cittadini non dovranno più pagare due volte e rivolgersi sia al Pra che alla Motorizzazione per avere i certificati di circolazione dei veicoli. Dal 1° luglio 2018, infatti, la carta di circolazione sarà l’unico documento che accompagnerà il veicolo, conglobando anche i dati attualmente trascritti nel certificato di proprietà, con una sensibile riduzione sia dei tempi procedurali e burocratici che degli oneri (tariffe, bolli, ecc.) a carico degli utenti stradali. È questo in sintesi l’effetto voluto dal decreto legislativo sul documento unico di circolazione e di proprietà dei veicoli, che sarà discusso oggi dal consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Attualmente i veicoli assoggettati al regime dei mobili registrati (autoveicoli, motoveicoli e rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t) sono dotati di due documenti: la carta di circolazione rilasciata dalla Motorizzazione civile, obbligatoria per poter circolare sulla strada, e il certificato di proprietà rilasciato dall’Aci-Pra, necessario al momento della cessione o dell’alienazione del mezzo. Attualmente, per la remunerazione delle attività connesse alla gestione dei due documenti sono previsti oneri a carico dei cittadini per ogni pratica che preveda la necessità di aggiornare o consultare i dati dell’archivio nazionale dei veicoli (gestito dal Ced della Motorizzazione) e del pubblico registro automobilistico. Le tariffe sono previste rispettivamente dalla legge n. 870 del 1° dicembre 1986 e dal decreto del Ministero dell’economia del 21 marzo 2013. E nei casi in cui sia necessario aggiornare una stessa informazione contenuta nell’archivio nazionale dei veicoli e nel Pra, il cittadino deve versare entrambe le tariffe ed entrambi i bolli. Proprio per evitare questi appesantimenti burocratici onerosi, il decreto legislativo all’esame del consiglio dei ministri prevede l’introduzione dal 1° luglio 2018 di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi, con una modalità organizzativa di cooperazione fra i due soggetti istituzionale coinvolti. Il decreto conferisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la competenza al rilascio del documento unico di proprietà e di circolazione, prevedendo un iter molto più snello e semplificato di quello attuale. Infatti, il cittadino dovrà presentare un’unica istanza presso uno Sportello telematico dell’automobilista (per le operazioni ricadenti nell’ambito di applicazione del dpr 358/2000) o presso un ufficio della Motorizzazione civile. Conseguentemente, lo Sta o l’ufficio della Motorizzazione trasmetterà i dati di proprietà al Pra, che dovrà provvedere alle iscrizioni o alle trascrizioni di competenza. Infine, verificata la congruenza dei dati trasmessi dallo Sta o dall’ufficio della Motorizzazione civile con quelli presenti nell’Anagrafe nazionale dei veicoli e nell’archivio del Pra, il Ced della Direzione generale della Motorizzazione autorizzerà la stampa del documento unico. Oltre alla semplificazione procedurale, l’utenza beneficerà di risparmi negli oneri a suo carico. Con riferimento a questo aspetto, un decreto del Ministro delle infrastrutture, dell’economia e della giustizia dovrà determinare entro il 30 aprile 2018 l’importo della tariffa unica (che comunque non potrà essere superiore all’importo risultante dalla somma delle due tariffe attualmente corrisposte) e l’importo dell’imposta di bollo unificato. Le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, rilasciati fino al 30 giugno 2018 manterranno comunque la loro validità fino a che non intervenga una modifica concernente i dati relativi ai veicoli, che richieda l’emissione di una nuova carta di circolazione.

Stefano Manzelli

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