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Auto, crollo senza fine: a giugno -24%

TORINO — Ormai si viaggia verso quota 1,4 milioni di auto vendute nell’anno. Come dire che in cinque anni il mercato italiano delle quattro ruote si è quasi dimezzato: nel 2007 era arrivato a 2,4 milioni. Un disastro. Specchio della crisi che morde i bilanci delle famiglie, costringe a lunghe code nel fine settimana per pietire una goccia di benzina a prezzo scontato, spinge le stesse case a regalare il carburante per poter vendere le auto.
I dati sulle immatricolazioni in Italia nel mese di giugno confermano un quadro che riporta l’Italia ai livelli di vendita del 1979, quando la Penisola viaggiava sulla 127, come fa osservare il Centro studi Promotor di Bologna. Il crollo produce un calo dell’Iva di 2,3 miliardi, osserva l’Unrae. Nel confronto con il giugno 2011 il mercato è sceso del 24,4 per cento perdendo dunque quasi un quarto del venduto, circa 40.000 auto in meno: in dodici mesi si è passati da 169 mila a 128 mila vetture immatricolate. Il gruppo Fiat è sceso da 51 mila a 39 mila auto vendute con un calo del 23,4 per cento, leggermente inferiore a quello del mercato. Questo fa sì che la quota del Lingotto in Italia salga dal 30,3 al 30,7 nel confronto con il giugno dello scorso anno. Ma è un segnale che va anche confrontato con il 31,6 del mese scorso quando forse il gruppo di Torino risentiva ancora dell’effetto di rimbalzo per le mancate consegne del periodo precedente a causa dello sciopero delle bisarche.
Quel che preoccupa gli analisti non è solo il dato di giugno ma la tendenza ormai consolidata di cali progressivi anche nel confronto con un anno, il 2011, che non era stato certo entusiasmante. Nel primo semestre 2012 il mercato italiano è sceso del 19,7 per cento con una perdita secca di 200 mila auto (da 1.014.000 a 814.000). Nello stesso periodo il gruppo Fiat è sceso del 20 per cento perdendo 60 mila delle 300 mila auto vendute nei primi sei mesi del 2011. A Torino si fa notare che, nonostante il periodo decisamente negativo, il gruppo a giugno ha fatto leggermente meglio del mercato piazzando Panda, Punto, 500 e Ypsilon ai primi quattro posti nella top ten dei modelli più venduti. Rispetto al calo del 20 per cento nel semestre registrato dal gruppo, il marchio Alfa fa peggio (-31) e il marchio Lancia fa meglio (-10,6). I dati confermano le difficoltà incontrate dalla Panda, il nuovo modello realizzato a Pomigliano che nel semestre vende 65 mila pezzi, meno di 130 mila in proiezione annua. Anche aggiungendo le vendite negli altri paesi europei, sarebbe comunque difficile raggiungere quella quota di 300 mila auto vendute nell’anno che sarebbe necessaria per riassumere tutti i cassintegrati dello stabilimento campano.
Le difficoltà di mercato hanno conseguenze non solo negli stabilimenti di assemblaggio ma anche nel quartier generale del gruppo di Torino. Ieri la Fiat ha annunciato la cassa integrazione per 6 mila impiegati agli Enti centrali di Mirafiori che rimarranno a casa per cinque settimane dal 27 luglio al 2 settembre.

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