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Auto, continua il boom italiano. Le vendite ai massimi dal 2010

Su, di nuovo, in un’Italia e un’Europa che confermano la ripresa. Giù, anche se di poco e in ogni caso dopo oltre sei anni di crescita ininterrotta, negli Stati Uniti alle prese con i primi segnali di rallentamento. È la sintesi delle perfomances di Fiat Chrysler Automobiles in settembre. E rispecchiano — in meglio, spesso — l’andamento dei vari mercati dell’auto.

Nel Vecchio Continente la risalita delle vendite continua e, nei Paesi che ieri hanno anticipato i dati, il gruppo guidato da Sergio Marchionne conferma un buon effetto traino. In Italia Fca ha messo a segno un altro +20,49%, contro una crescita media del comparto ancora a due cifre ma attestata un po’ più sotto, a +17,43% (stessa percentuale da gennaio a settembre, con il Lingotto a +20,24%). In Spagna l’incremento sale addirittura al 35,6%, a fronte del +13,9% fatto registrare dal settore nel suo complesso. In Francia, infine, dove le immatricolazioni si sono fermate al +2,5%, i modelli Fca arrivano all’8,4%.

Sono numeri che consentono a John Elkann, il presidente, un commento ovviamente ottimista: «In questa prima parte dell’anno il mercato è andato bene, e questo ci rafforza». Soprattutto, consentirà al gruppo di bilanciare l’arrivo dell’atteso rallentamento americano. Settembre si presenta per gli Stati Uniti con vendite complessive in calo dello 0,6%, l’identica percentuale persa da Gm. Fca interrompe invece la lunghissima striscia di record con un —1%: comunque meno delle previsioni, e meno dell’8% perso da Ford.

I buoni numeri europei permetteranno di compensare, e con un discreto margine, la prevista fine del boom statunitense. L’Italia, che resta il principale mercato continentale di Fca, promette di giocare il proprio ruolo grazie a tutti i brand. I modelli di punta «classici» — Panda, Lancia Ypsilon e 500L — guidano sempre la classifica delle auto più vendute. Jeep prosegue la sua marcia con un altro +46%. L’autunno segna però anche il «ritorno» Alfa Romeo. L’escalation è evidente: se nei primi nove mesi 2016 il marchio non è andato oltre il 14%, rimanendo dunque sotto la media, nel solo settembre le immatricolazioni sono salite del 47%. Merito dell’evergreen Giulietta, tuttora tra le vetture più vendute del segmento C, e del primo concreto effetto Giulia: «Ormai costantemente sul podio — assicura una nota del Lingotto — delle vetture premium del segmento D».

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