Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Auto aziendali, shopping fiscale

Continua lo shopping fiscale sulle auto aziendali. Per risparmiare sull’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) le società cambiano indirizzo. Le mete più gettonate sono le province autonome di Trento e Bolzano: aprendo una sede secondaria alla quale attribuire il compito di intestarsi i veicoli della flotta, le imprese pagano l’Ipt in misura fissa, indipendentemente dalla potenza delle vetture, evitando in questo modo gli aumenti previsti dal dl n. 138/2011.

Basti pensare che in Trentino-Alto Adige il peso delle immatricolazioni a società sul totale immatricolato della regione è arrivato al valore record del 90,9%. È quanto denuncia Assilea, l’associazione italiana degli operatori di leasing, intervenuta ieri in audizione in commissione finanze alla camera sul ddl di riforma delle tasse automobilistiche. L’eliminazione dell’Ipt in misura fissa per gli atti soggetti a Iva ha comportato su tutto il territorio un incremento del prelievo fiscale sulle auto nuove e usate. In provincia di Roma, per esempio, un’auto da 77 kW paga 352 euro di Ipt contro i precedenti 181, mentre una da 85 kW ne paga 358 contro i precedenti 181.

Lo studio prende in esame le immatricolazioni di auto intestate a società nelle forme di acquisto, leasing e noleggio. Sulla base dei dati «sono ben visibili gli effetti distorsivi delle modifiche al calcolo dell’Ipt», osserva Gianluca De Candia, direttore generale Assilea, «il dl n. 138/2011 ha avuto come immediata conseguenza un aumento consistente delle immatricolazioni nelle province autonome di Trento e Bolzano, a fronte di forti perdite di quote di mercato detenute da quelle province, come Roma e Milano, che risultavano ai primi posti per numero di immatricolazioni». Non solo.

La migrazione delle immatricolazioni innescata dalla “concorrenza fiscale” tra enti locali colpisce ulteriormente le casse delle province non autonome, sotto il profilo dell’imposta sulle polizze Rc auto, come pure delle altre regioni, in termini di minori bolli auto (soprattutto Toscana e Lazio). «È auspicabile una riconsiderazione della norma sull’Ipt», conclude De Candia, «nell’ambito di un riordino strutturale e non estemporaneo della tassazione dell’auto. È necessario garantire regole omogenee che consentano una pianificazione fiscale certa e duratura».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa