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Authority sui conti pubblici Governo pronto al via libera

di Mario Sensini

ROMA — Mario Monti gioca d'anticipo sull'Unione Europea. Il governo potrebbe infatti istituire in tempi piuttosto brevi un ufficio autonomo per la verifica della spesa pubblica. La creazione di un'authority indipendente sui conti pubblici è stata proposta appena due giorni fa dalla Commissione europea tra gli strumenti di rafforzamento della vigilanza e di governo della zona euro con i quali accompagnare l'eventuale emissione degli eurobond. Ma senza aspettare le obbligazioni comunitarie, né tantomeno la discussione e poi l'adozione formale del regolamento della Commissione, l'Italia sembra già pronta a partire.
La proposta di un'autorità indipendente per vigilare sulla finanza pubblica potrebbe spuntare già martedì prossimo nell'Aula della Camera, quando il governo presenterà il nuovo testo del disegno di legge costituzionale per la riforma dell'articolo 81 della Carta con l'introduzione del vincolo al pareggio di bilancio. Il testo presentato dall'ex ministro Giulio Tremonti viene ritenuto dal nuovo esecutivo troppo dettagliato e pesante, con il rischio che si creino problemi in fase di attuazione.
Pietro Giarda, il ministro dei Rapporti con il Parlamento che segue i lavori sul ddl alla Camera, ha fatto sapere che il governo preferirebbe un testo più snello del nuovo articolo 81 della Costituzione, rinviando i dettagli alla legislazione attuativa. Dove troverebbe spazio anche l'ufficio indipendente sui conti pubblici. L'embrione dovrebbe essere quello dei Servizi bilancio di Camera e Senato, da raccordare con la Corte dei Conti, la Ragioneria generale dello Stato e la Banca d'Italia, sul modello del Congressional budget office degli Stati Uniti.
Oggi, intanto, nel corso del Consiglio dei ministri si farà un nuovo punto sui lavori per la definizione del pacchetto delle misure per la crescita e la nuova correzione di bilancio, che dovrà essere di almeno 15 miliardi di euro nel prossimo biennio. Il menu è quello anticipato nei giorni scorsi, con una stretta fiscale sulla casa, la revisione delle rendite catastali, una patrimoniale leggera sulle grandi proprietà, forse anche un nuovo aumento dell'Iva. «C'è da correggere la manovra alle nostre spalle; non è credibile reperire 20 miliardi di euro da un taglio dell'assistenza. Bisogna fare altro, bisogna che chi ha di più dia di più. Quindi è molto difficile escludere una patrimoniale da uno sforzo di questo tipo» ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
La patrimoniale non piace a Silvio Berlusconi, ma non pare proprio essere un tabù per il nuovo esecutivo. Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, non esclude anzi che proprio da quella tassa possano derivare le risorse per la protezione dell'ambiente dal dissesto idrogeologico. In ogni caso, ha detto Clini, «serve un fondo alimentato dalla fiscalità corrente».
Tra le prime misure del governo, attese entro l'8 dicembre, potrebbero esserci anche un piccolo ribasso per l'Irap sul lavoro e gli interventi sulle pensioni e il mercato del lavoro, anche se secondo alcune fonti di Palazzo Chigi, questi interventi potrebbero vedere la luce in un secondo momento, dopo la manovra per la correzione dei conti. In arrivo anche il piano per le dismissioni, la liberalizzazione dei servizi, degli ordini professionali, un intervento per sbloccare i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. Corrado Passera, superministro dello Sviluppo, ne ha accennato ieri a Bruxelles. Assicurando anche l'arrivo di un nuovo Piano nazionale per l'energia dopo il nucleare. Bisognerà individuare le fonti alternative con le quali coprire il 25% del fabbisogno che avrebbe dovuto essere garantito dal nucleare.
 

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