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Authority della trasparenza: «Milano è la sede ideale»

La Brexit potrebbe essere una «straordinaria opportunità» per rilanciare a livello internazionale la piazza finanziaria di Milano, «la sede ideale per una nuova autorità europea a presidio della trasparenza e della correttezza». Per il presidente Consob, Giuseppe Vegas, anche il legame di Borsa italiana con il London Stock Exchange, soprattutto dopo le nozze sfumate con Francoforte, «può ulteriormente favorire l’attrattività della piazza milanese». Ma non c’è da illudersi: la concorrenza è agguerrita, ha ricordato Vegas. Non basta la dolce vita, la moda, lo stile, l’arte, la bellezza del paesaggio a spingere la finanza, in possibile uscita da Londra, a scegliere Milano come nuovo eldorado. «La partita – ha osservato Vegas – non si gioca sui requisiti di contorno, ma sui presupposti di base che determinano l’efficienza e la competitività di un operatore internazionale: infrastrutture, servizi e regole». Milano, ha sottolineato il presidente Consob, «deve porsi con determinazione l’obiettivo di attrarre e accogliere le imprese britanniche – ma non solo queste- che stanno valutando di lasciare Londra, per trasferire quartier generale o importanti branch in Paesi della Ue, in cui sia possibile beneficiare appieno dei vantaggi del mercato finanziario unico». «Milano – dice – può ambire a diventare uno dei principali poli di riferimento per l’asset management».
Secondo Vegas «difficilmente il negoziato sulla Brexit potrà riconoscere alle imprese d’Oltremanica il beneficio del regime attuale del passaporto europeo che consente alle imprese autorizzate in uno dei Paesi Ue di offrire e collocare i propri prodotti in tutta l’area dell’Unione». Se il Regno unito uscirà dalla Ue, le imprese di quel Paese che vorranno continuare a beneficiare del vantaggio di essere parte del sistema europeo, «dovranno stabilire le loro sedi in uno dei 27 Paesi membri». Però – mette in guardia il presidente dell’Authority di mercato – per ottenere il passaporto europeo potrebbero essere preferite le giurisdizioni più «accomodanti» Il rischio di sedi buone solo per fare da casella della posta, «dovrebbe ragionevolmente incontrare ostacoli in sede europea». Per esempio, suggerisce Vegas, si potrebbe stabilire in via regolamentare che trasferisce la sede all’interno dei confini comunitari collochi lì «una percentuale significativa dei prodotti offerti o dei clienti serviti».
Anzitutto però si deve fare in modo di creare le condizioni affinchè le imprese domestiche abbiano interesse a mantenere sulla piazza finanziaria italiana le loro basi operative. «La tentazione di migrare verso piazze concorrenti, attraverso esterovestizioni e delocalizzazioni, deve risultare poco conveniente», spiega. Ma occorre anche «creare un ambiente per le attività della finanza che risulti attraente per gli operatori esteri». Vegas ricorda che Governo, Regione Lombardia, Comune di Milano hanno già iniziato ad attivarsi in questa direzione e che qualche passo concreto è già stato fatto, come per esempio l’adozione della flat tax, l’imposta fissa per i cittadini stranieri ad alto reddito che scelgano di stabilirsi in Italia.
È necessario però anche rimuovere gli ostacoli. Il presidente Consob punta il dito sulla Tobin tax – non è la prima volta – l’imposta sulle transazioni di Borsa che finisce per colpire i cassettisti e gli investitori “lunghi”, che «penalizza la piazza italiana» e produce «poco gettito» per il Fisco, visto che i due terzi degli scambi di Piazza Affari sono ormai mossi da high-frequency trader e trader on line che non la pagano. La soluzione? Sospendere la Tobin tax fino all’introduzione di una «tassazione delle transazioni finanziarie armonizzata a livello europeo». Altra questione, ancor più atavica, è la «lentezza della macchina della giustizia italiana», che va a detrimento reputazionale anche di realtà come quella meneghina, dove invece «Tribunale delle imprese e Corte d’Appello hanno ritmi di lavoro, produttività e tempi di pronuncia delle sentenze in linea con gli standard europei».

Antonella Olivieri

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