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Authority contro incentivi e tasse “Bollette elettriche su del 10%”

Bollette del gas in calo del 7% quest’anno grazie alla maggiore concorrenza. Mentre nel settore dell’elettricità si registra «una preoccupante tendenza al rialzo»: «I clienti domestici pagano oggi il kilowattora circa il 10% in più rispetto al 2009 per effetto dell’incremento fiscale e parafiscale». L’allarme arriva dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. La questione degli “oneri generali di sistema”occupa una parte consistente della Relazione annuale del presidente Guido Bortoni, perché il problema è particolarmente grave in un momento in cui la crisi e la riduzione dell’attività economica fanno crollare la domanda di energia, «che nel 2012 è tornata ai livelli del 1998 e non dà segni di ripresa».
E quindi questo macigno, che nel 2009 copriva il 7,19% delle tariffe elettriche, ma che nel 2012 era già arrivato al 17,98%, riducendo moltissimo il margine per alleggerimenti favoriti dal mercato, va analizzato e rivisto. In particolare, rileva Bortoni, andrebbe riconsiderato il peso delle rinnovabili elettriche, «la cui incentivazione diretta nell’anno 2015 varrà 12,5 miliardi di euro sulle bollette». Non è che si incentiva troppo, suggerisce tra le righe l’Authority, in modo indiscriminato? Non sarebbe l’ora di soppesare gli incentivi, e non soltanto quelli diretti, anche quelli indiretti, con i benefici? «A fronte di scelte così rilevanti sulla collettività, come lo sono quelle su rinnovabili ed efficienza energetica, diventa un valore imprescindibile l’aumento della trasparenza e della selettività del sistema di incentivazione e delle valutazioni circa l’impatto delle scelte pubbliche. Tutto ciò è particolarmente vero quando si ha a che fare con l’erogazione di forme più opache di incentivi, che troppo spesso ormai hanno natura implicita e indiretta». Un richiamo apprezzato da molti, dall’ad dell’Enel Fulvio Conti, che definisce quella dell’Authority «un’ottima relazione », ai sindacati. Ma che naturalmente non va letto, sottolinea ripetutamente Bortoni, come una svalutazione dellefonti rinnovabili, che coprono attualmente il 32% della produzione nazionale netta. È anche grazie a questo contributo che la dipendenza dall’estero è scesa per la prima volta sotto l’80%.
Apprezzato anche il forte richiamo all’«accountability», presente in tutta la relazione. E visto che non si può essere trasparenti se non si è chiari, l’Autorità dell’Energia ha appena avviato il progetto “bollette 2.0”, un percorso «di semplificazione e razionalizzazione» che dovrebbe portare, con l’aiuto delle associazioni dei consumatori e dei venditori, all’elaborazione di un nuovo documento che fornisca agli utenti «elementi esaurienti e comprensibili dei propri consumi e costi energetici».
Bortoni si è anche soffermato sull’importanza degli investimenti sulle infrastrutture, sia per la produzione di energia che, soprattutto, nel settore dell’acqua, che deve diventare «bene comune di qualità per tutti i consumatori». E, perché i necessari «ingenti investimenti infrastrutturali » non gravino sulle bollette, ha suggerito il ricorso a hydrobond o a project bond.
A margine della relazione, il presidente dell’Authority ha dato un aggiornamento sulle indagini per la presunta traslazione della Robin Tax nelle bollette, pratica espressamente vietata dalla legge. Al momento, sono stati individuati 177 milioni di euro “sospetti», molto meno degli 1,6 miliardi dei quali si era parlato inizialmente.
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