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Aumento Rcs, Rotelli cede tutti i diritti

Giuseppe Rotelli avrebbe scaricato ieri sul mercato l’intero pacchetto di diritti collegati alla partecipazione in Rcs. Fonti vicine alla famiglia, interpellate, hanno preferito non commentare tuttavia i numeri parlano piuttosto chiaro: ieri sotto una pioggia di vendite, i diritti sono crollati del 52,4% a 0,11 euro, sono state scambiate 19,8 milioni di opzioni, pari a oltre il 18% del totale (108 milioni circa). Tra queste, evidentemente, c’erano quelle legate al pacchetto di Rotelli (16,6%) e potenzialmente anche una parte dei diritti detenuti da Edizione.
Il tema, evidentemente, è capire in che portafoglio sono finite le opzioni che danno l’opportunità di sottoscrivere una quota rilevante della ripatrimonializzazione del gruppo editoriale. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, i diritti sarebbero stati assorbiti da un pool di banche. Il destinatario finale, in realtà, scommettono alcuni, potrebbe essere Diego Della Valle. Molto dipenderà, però, dai prossimi sviluppi. In questo momento è in atto, per il tramite di Francesco Merloni, presidente temporaneo del patto di sindacato Rcs, un tentativo di mediazione tra i grandi azionisti del Corriere e l’imprenditore marchigiano. Merloni, regista del primo vertice tra Della Valle e Giovanni Bazoli, ora starebbe cercando di organizzare un nuovo incontro per far sedere attorno allo stesso tavolo i pattisti e i soci forti fuori dall’accordo di sindacato, Della Valle in primis. Cruciale, a questo punto, è capire quando e se si terrà questo vertice. Allo stato non sarebbe stata messa in agenda alcuna data ma è possibile che il summit si tenga appena terminato l’aumento di capitale, al più tardi per fine luglio. E l’obiettivo, in quella sede, è contare le azioni in mano ai singoli azionisti e valutare il peso che queste potranno avere nei futuri processi decisionali. In altre parole, se Della Valle dovesse sfruttare l’opportunità di accaparrarsi una quota particolarmente rotonda di Rcs, verrà invitato a condividere il percorso di ristrutturazione del gruppo con quelli che continueranno ad essere i soci forti delal società editoriale. A valle dell’aumento, infatti, Fiat, Mediobanca e Intesa Sanpaolo da sole avranno il 33,7% del capitale, abbastanza per poter tener ben stretto lo scettro del comando.
In virtù di questo e considerata la rilevanza dell’investimento, in tutto l’operazione potrebbe valere attorno ai 100 milioni, è naturale che Della Valle non sia disposto, nonostante le aperture di alcuni azionisti del patto, a investire nel gruppo senza garanzie precise che la sua voce venga poi ascoltata. Complice il fatto che ha un’idea piuttosto chiara su quello che si dovrebbe fare. Insomma, da qui alla fine della ripatrimonializzazione lo scenario potrebbe mutare più volte. E non è detto, peraltro, che la partita non si giochi a valle della ricapitalizzazione quando cioé le banche del consorzio di garanzia dovranno ricollocare la mole di inoptato che si ritroveranno in portafoglio.
Nel mentre, complice anche l’andamento in Borsa del titolo, ieri le azioni hanno perso l’11%, Consob ha chiesto agli azionisti rilevanti di Rcs e ai soci del patto di dare progressivamente notizia al mercato dell’eventuale esercizio dei diritti di opzione. L’Autorità ha anche sollecitato l’integrazione del prospetto informativo con i fatti rilevanti comunicati a valle della pubblicazione del documento, come l’accordo per la vendita dei Periodici e l’aggiornamento della quota di ripatrimonializzazione garantita.

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