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Aumento Rcs, diritti al tappeto Posizioni distanti Fiat-Della Valle

L’ultimatum di Diego Della Valle su Rcs, per ora, non è stato raccolto. La situazione è certamente fluida e prevedere ora quale sarà il futuro assetto azionario del gruppo editoriale è impresa assai difficile. Tuttavia, una parte chiave del patto di sindacato che governa Rcs si sarebbe opposta in maniera netta ad ogni ulteriore revisione del piano e della governance, come chiesto da Della Valle a fronte di un impegno rotondo, che copra anche le quote di Giuseppe Rotelli oltre alle proprie, nell’aumento di capitale. In particolare, il primo no sarebbe arrivato da Torino. John Elkann non sarebbe disposto a mettere in discussione quanto fin qui approvato dai soci sindacati per assecondare un interesse implicito manifestato in maniera “fumosa”. Allo stesso tempo, nonostante le voci di un prossimo scioglimento del vincolo, si vuole riconoscere al patto quella sovranità che ancora gli spetta complici i numeri, l’intesa raccoglie oltre il 50% del capitale. Poco importa che tra sei mesi quel patto possa non esistere più. Solo quando questo accadrà si andranno a ricontare le azioni. Certo, la visione non è perfettamente unanime all’interno del patto ma un altro azionista chiave, Mediobanca, sarebbe schierato al fianco della Fiat. Insomma, la possibilità che le banche del consorzio di garanzia si debbano accollare una quota rilevante della ripatrimonializzazione, che potrebbe spingerli ben oltre il 30% di Rcs, potrebbe trasformarsi in realtà nonostante gli istituti non vedano l’ipotesi di buon occhio. E per questo si sarebbero attrezzati per verificare se esiste un’opportunità di mediazione. Anche se Giuseppe Rotelli, dopo aver annunciato il proprio passo indietro rispetto al possibile sostegno all’aumento di capitale, non vorrebbe entrare nella partita. L’imprenditore considererebbe chiusa così l’avventura. Fatti i conti con le perdite ora punterebbe semplicemente a ricavare quanto possibile dalla vendita dei diritti sul mercato. Impresa, quest’ultima, certo non facile. Ieri i diritti sono nuovamente crollati a Piazza Affari perdendo il 67% del proprio valore e fermandosi a 0,235 euro. Una discesa, peraltro, alimentata da volumi ancora una volta assai ridotti: sono stati scambiati appena 514 mila titoli, che sommati a quelli dei giorni precedenti fanno in tutto poco più di 1,2 milioni di diritti. Un’inezia se si considera che solo Rotelli ne deve piazzare 18 milioni e la Edizione della famiglia Benetton altri 5,4 milioni. Il mercato si aspetta dunque che il valore del diritto si approssimi allo zero, con un andamento discordante rispetto al movimento del titolo (ieri ha perso il 7,68% scendendo sotto 2 euro) che per ora sta limitando i danni.
Nel mentre, ieri in serata Rcs ha comunicato di aver accettato l’offerta di vincolante ricevuta da Prs per l’acquisto dei rami di azienda relativi all’attività di edizione delle testate periodiche Astra, Novella2000, Visto, OK La Salute Prima di Tutto, nonché del cosiddetto Sistema Enigmistica, che comprende le testate Domenica Quiz, Domenica Quiz Mese, Sudoku Top, Piramide Enigmistica, Quizissimo, Cruciverba Top, Corriere Enigmistica, Corriere Enigmistica Junior, Hobby Puzzle, Quiz Ermetici. L’offerta è sottoposta alla condizione sospensiva dell’esaurimento delle consultazioni con le organizzazioni sindacali. La valorizzazione delle testate permetterà a Rcs di «contenere le ricadute occupazionali ed economiche» che sarebbero derivate dalla chiusura delle testate.

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