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Aumento Mps sul filo oggi verdetto Consob sui bond da convertire

E’ il giorno della verità per Mps. I vertici della banca si aspettano in mattinata il responso della Consob; in tempo utile, comunque, per prenderne atto nel cda che si terrà oggi nel primo pomeriggio. Nel frattempo è sempre più pesante il clima che si respira intorno ai nostri istituti di credito, nonostante i recenti rialzi di Borsa: ieri Moody’s ha rivisto al ribasso l’outlook per il settore bancario italiano portandolo da “stabile” a negativo”.
Per Mps la partita è vitale. Se l’Autorità di vigilanza riterrà accettabile la documentazione aggiornata (ricevuta ieri) sulla conversione volontaria dei bond subordinati in mano al retail e darà il disco verde, si riapriranno i termini per rafforzare patrimonialmente la banca anche ricorrendo agli obbligazionisti; la banca tenterà quindi di percorrere la strada dell’aumento di capitale con un’operazione privata. In caso contrario resta solo l’alternativa della soluzione con la garanzia pubblica. La terza ipotesi è che la Consob non arrivi ad una decisione entro la giornata di oggi e che si vada ad una fumata grigia. Ma i tempi stringono: ieri è arrivata la “draft decision” della Bce con il no alla proroga dei tempi per il rafforzamento patrimoniale (decisione che la banca in teoria potrebbe impugnare). Tra le motivazione, spiega una nota Mps, «la Bce ha messo in evidenza che il ritardo nel completamento della ricapitalizzazione potrebbe comportare un ulteriore deterioramento della posizione di liquidità e un peggioramento dei coefficienti patrimoniali, ponendo a rischio la sopravvivenza della banca» né garantirebbe un contesto di mercato più fa vorevole.
Dal canto suo il premier Paolo Gentiloni ha detto che «il governo è pronto ad intervenire per garantire la stabilità degli istituti bancari e i risparmi dei cittadini ». Ormai da tempo il decreto per le banche(e non solo Mps) è pronto ma resta nel cassetto. Non tutti i dettagli sono al loro posto: mancano caselle fondamentali, in fatto di prezzo di riacquisto dei bond subordinati e/o di ristoro per gli obbligazionisti; punti su cui la Commissione Ue si pronuncia in modo definitivo solo quando riceve la documentazione ufficiale. Resta il nodo degli aiuti di Stato, pronti a scattare se il rimborso offerto dal Mef a chi dovesse convertire obbligatoriamente i bond (come accadrebbe in caso di intervento pubblico) fosse troppo generoso o indifferenziato. Mps offre la conversione del bond in mano al retail (e che vale 2 miliardi) ad un prezzo pari a 100, ovviamente vincolato alla sottoscrizione di azioni, mentre ora il titolo vale 53. Un apparente “regalo” che si scontra con il rischio di trovarsi titolari di azioni Mps. Nella tornata precedente il retail era stato praticamente tagliato fuori, perché la banca aveva scelto la linea della “adeguatezza bloccante” del profilo Mifid dei clienti. Adesso si potrebbe prospettare un approccio più morbido, con la sollecitazione solo dei clienti con profilo Mifid adeguato e un ruolo passivo con gli altri (ma se firmano una liberatoria, magari ora l’operazione diventa possibile). A tutti dovrebbe arrivare un sms informativo. Basterà per convincere la Consob? Se da quest’ultima arriverà il sì, domani partirà la conversione dei bond e l’aumento di capitale. Sperando che gli investitori del Qatar ci siano ancora.

Vittoria Puledda

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