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Aumento Mps, il paracadute Generali

Il primo grande aumento di capitale nell’era del bail in si apre con un segnale positivo nel giorno della grande tensione: le Assicurazioni Generali hanno dato il via libera alla conversione in azioni delle obbligazioni Monte dei Paschi di Siena in portafoglio. Il controvalore dei bond somma circa 400 milioni di euro e la loro integrale trasformazione potrebbe portare il Leone di Trieste a diventare il primo azionista di Mps con circa l’8 per cento del capitale, più del doppio della concorrente Axa.

La giornata di Borsa era iniziata sotto gli effetti della prima pagina del Financial Times , che ha messo in relazione l’esito del referendum di domenica prossima allo stato di salute di otto banche italiane. Immediati i riflessi su Piazza Affari: Mps è stata più volte sospesa e ha chiuso con una perdita del 13,8 per cento a 17,24 euro — era il primo giorno di quotazione dopo il raggruppamento delle azioni —. Ma tutto il settore bancario ha vissuto una giornata mozzafiato: Unicredit ha perso il 4,5%, Intesa il 3,2%, Banco Popolare e Bpm hanno chiuso a -5%, Carige a -9 e la Bper a -6,5 per cento. Schiacciato dal peso delle banche, l’indice milanese è stato il peggiore in Europa: -1,81%, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che ha toccato quota 192 punti base prima di ripiegare a 186.

Anche per questo la decisione di Generali — che segue l’annuncio dell’amministratore delegato Philippe Donnet la scorsa settimana a Londra, quando venne sottolineata la volontà di partecipare a una soluzione positiva per il Monte — viene vista dai mercati finanziari come un concreto incoraggiamento. L’operazione di conversione delle dieci diverse obbligazioni — è stato escluso all’ultimo il bond «fresh» , senza però modificare la sostanza dell’operazione essendo in circolazione un controvalore di 28,6 milioni su 4,3 miliardi di euro — si dovrà concludere entro venerdì prossimo per aprire, da lunedì 5, l’aumento vero e proprio. Sui tempi dell’operazione i dettagli non sono definiti: la Bce ha fatto capire che gradirebbe chiudere entro fine anno, il fondo sovrano del Qatar, candidato unico al ruolo di anchor investor , ha fatto trapelare che qualche giorno in più sarebbe gradito.

Ma ieri è stata anche la giornata della pubblicazione del documento di offerta pubblica di acquisto volontaria dei bond : 146 pagine zeppe di cautele e avvertenze. Si va dal «congelamento» dei profili Mifid allo scorso settembre, fino all’impegno di mantenere nei confronti dei clienti «un atteggiamento non proattivo, astenendosi dal raccomandare o consigliare l’adesione all’Offerta», per poi sottolineare tutti i rischi connessi all’operazione: sono stati accantonati 627 milioni per rischi legali, che potrebbero toccare gli 8 miliardi. Nel documento ampio spazio è stato riservato anche al capitolo dei costi. Il totale ammonta a 648 milioni di euro (170 dei quali da imputare a patrimonio), ma poche righe più in là si evidenzia che la cartolarizzazione degli Npl «comporta per la Banca, al 30 settembre 2016, un effetto pro-forma negativo non ricorrente per 2.720 milioni», che include 179 milioni di svalutazione dei finanziamenti concessi, che il Monte ritiene non più recuperabili.

Stefano Righi

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