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Aumento Iva, rinvio costoso

Slitta di tre mesi l’aumento dell’Iva. Ma a coprire il mancato gettito saranno cittadini e imprese, che a novembre pagheranno acconti fiscali più cari. E arriva un’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche. Il consiglio dei ministri di ieri ha deliberato di rinviare dal 1° luglio al 1° ottobre 2013 l’efficacia dell’articolo 40, comma 1-ter del dl n. 98/2011. Si tratta cioè dell’aumento di un punto percentuale, dal 21% al 22%, dell’aliquota ordinaria Iva. La norma è stata approvata dal governo parallelamente al decreto lavoro, in cui confluirà. Per bilanciare i tre mesi di proroga, l’esecutivo agisce su due fronti (va tuttavia considerato che ancora ieri a tarda sera i tecnici ministeriali erano al lavoro sul delicato problema delle coperture). L’incremento degli acconti delle imposte, con effetti già sul 2013, e la tassazione delle «e-cig», vale a dire le sigarette elettroniche e gli altri prodotti succedanei del fumo. Il primo intervento comporta solo effetti finanziari (negativi) per i contribuenti, mentre il secondo costituisce un prelievo tributario aggiuntivo. A partire dal 2013 l’acconto Irpef dovuto dalle persone fisiche sarà pari al 100% di quanto pagato per l’anno precedente, contro l’attuale 99%. La novità avrà efficacia a partire dalla seconda rata di acconto, in calendario nel mese di novembre. Chi si avvale di un sostituto d’imposta (lavoratori dipendenti o pensionati) si vedrà trattenuto in busta paga la differenza tra quanto complessivamente dovuto e l’importo versato a luglio come prima rata. Sale anche l’acconto Ires, che passa dal 100% al 101%, con effetti sulla seconda o unica rata di novembre 2013. L’aumento non risparmia le banche, con riferimento alle ritenute effettuate ai clienti sugli interessi di conti correnti e depositi. Per gli anni 2013 e 2014, gli istituti di credito dovranno riversare all’erario il 110% delle ritenute pagate per il periodo d’imposta precedente. Finora la misura dell’acconto era pari al 90%. Per quanto riguarda le «e-cig», invece, l’onere fiscale sarà pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico. Ad essere colpiti saranno, secondo la bozza governativa, «i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo». A vigilare sulla commercializzazione dei prodotti sarà l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che dovrà dare un placet preventivo. Un dm dell’Economia dovrà stabilire il contenuto e le modalità di presentazione dell’istanza di autorizzazione, nonché modalità e termini di versamento della nuova imposta. Per le e-cig si applicheranno le stesse norme che regolamentano il divieto di pubblicità e attività promozionali per i tabacchi. Detassati contributi, indennizzi e risarcimenti per i soggetti emiliani, lombardi e veneti colpiti dal sisma 2012; agevolazione per le somme «di qualsiasi natura e indipendentemente dalle modalità di fruizione», coprendo quindi anche i casi che erano rimasti esclusi nel dl 43/2013. Le province autonome di Trento e Bolzano potranno maggiorare fino a un punto percentuale l’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef (pari all’1,23%) dal 2014.

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