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Aumento Bper, ora focus sui soci

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo Bper ha chiuso in calo dell’1,33%, a quota 1,18 euro. Seppur in frenata, il titolo ha contenuto i danni di una seduta che, iniziata già nel segno dei ribassi, aveva fatto segnare anche uno stop alla contrattazioni. Il titolo della banca emiliana era finito infatti in asta di volatilità dopo aver segnato un ribasso del 4,91% a 1,14 euro.

Terminata la fase di negoziazione dei diritti, l’aumento di capitale da 802 milioni – varato per realizzare l’acquisto di 532 sportelli Ubi da Intesa Sanpaolo – si avvia verso la sua fase conclusiva. Il calendario prevede che entro venerdì 23 dovranno essere esercitati i diritti validi per la sottoscrizione delle nuove azioni. Sostanzialmente scontato l’esito positivo dell’operazione, che vede Mediobanca nel ruolo di sole global coordinator e joint bookrunner, a fianco di BofA Securities Europe e Citigroup. Assicurata la partecipazione dell’azionista di riferimento Unipol per la quota di competenza (19,68%). Stesso discorso per la Fondazione di Sardegna, azionista al 10,22% e sottoscrittrice del prestito obbligazionario convertibile “Additional Tier 1” emesso a luglio 2019.

Tutta da decifrare invece la partecipazione del pubblico retail all’operazione. Non è da escludere infatti che una parte dell’azionariato più tipicamente legato alla tradizione ex popolare della banca abbia scelto di monetizzare i diritti, riducendo così la propria presenza nell’azionariato.

Intanto proseguono i cantieri in vista della cessione del ramo d’azienda. I gruppi di lavoro formati tra gli uomini di Bper, Intesa e Ubi puntano a concludere la migrazione informatica ed amministrativa di 501 filiali targate Ubi entro la seconda metà di febbraio 2021. Per le restanti 31 filiali targate Intesa Sanpaolo ci sarà invece da attendere il secondo trimestre 2021.

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