Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Aumento da 5 miliardi per Mps il piano ora all’esame della Bce

Il Montepaschi si avvia a varare una nuova ricapitalizzazione monstre da 5 miliardi: sarà la terza in tre anni, per un totale di 13 miliardi di mezzi freschi chiesti al mercato. In contemporanea, anzi poco prima, cederà 10 miliardi di sofferenze nette, come chiede la Bce, e lo farà in un colpo solo, non in due anni come voleva Francoforte. Sono questi a grandi linee i contorni del “capital plan” inviato ieri a Francoforte e che dovrebbe avere l’ok della Bce prima di venerdì sera, quando si riunirà il cda della banca senese e, soprattutto, saranno resi noti i risultati dello stress test eseguito dall’Eba (e che avranno ragionevolmente esito negativo per Mps). Post ricapitalizzazione la banca invece si troverebbe con coefficienti patrimoniali ben oltre la soglia del 13%.
Fino al momento dell’ok di Francoforte molti dettagli resteranno coperti. In queste ore intanto si sta costituendo il consorzio di collocamento dell’aumento di capitale, che dovrebbe vedere Mediobanca e Jp Morgan global coordinator e financial advisor, poi un’altra ventina di banche (in genere in questi casi tra le italiane c’è almeno Banca Imi, ma è troppo presto per dirlo). Non è detto che sia un consorzio di garanzia sull’intero pacchetto: allo studio pare ci sia anche la possibilità di chiedere sacrifici ai possessori di bond subordinati, nel caso in cui la sottoscrizione dell’aumento non fosse integrale, con la conversione in azioni delle obbligazioni.
La cessione dei 27,5 miliardi di sofferenze lorde, che equivalgono a 10 nette, vedrà la partecipazione diretta e attiva di Atlante 2 (che nel frattempo sta mettendo fieno in cascina con la raccolta): a quanto pare il fondo gestito da Alessandro Penati comprerà le sofferenze cartolarizzate (in pratica, trasformate in obbligazioni) per circa 1,6 miliardi. Si tratta solo della parte cosiddetta “junior”, cioè quella più rischiosa. Tuttavia l’operazione ha una struttura piuttosto complessa e innovativa, che dovrebbe vedere Atlante nel ruolo non solo di investitore ma di coordinatore della società-veicolo che emetterà i titoli cartolarizzati (per legge non può farlo direttamente Mps). A quanto sembra Atlante ha presentato la sua offerta vincolante al Montepaschi, che starà alla banca deliberare (e alla Bce approvare).
Sembra invece più sicuro che ci sarà una qualche forma di “ristoro” per gli attuali azionisti Mps, secondo forme ancora in fase di definizione: potrebbe esserci una sorta di dividendo straordinario o di distribuzione delle obbligazioni cartolarizzate “senior”, quelle più sicure; su questi aspetti, come sul resto, sarà fondamentale l’orientamento della Bce.
Intanto Unicredit ha messo a punto la riorganizzazione della struttura manageriale targata Mustier, con la promozione di Gianni Franco Papa a direttore generale e l’addio di Paolo Fiorentino.

Vittoria Puledda

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa