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Aumenti gratuiti, riserva legale ok

La riserva legale può essere liberamente utilizzata in sede di aumento gratuito di capitale. Negli aumenti di capitale è consentito prevedere che i soci sottoscrittori possano discrezionalmente liberare le loro quote in denaro o in natura. Nelle srl semplificate il vincolo del 35° anno non vale per le acquisizioni di quote mortis causa.

Sono alcune delle questioni affrontate e risolte dal Notariato triveneto in tema di diritto societario.

Utilizzabilità della riserva legale per gli aumenti di capitale. Da tempo dibattuta in dottrina e giurisprudenza è la questione attinente l’utilizzabilità della riserva legale ai fini degli aumenti gratuiti di capitale sociale.

A riguardo, il notariato delle tre Venezie, propende per la utilizzabilità di tale riserva, senza distinzione tra la parte di tale riserva ricompressa nei limiti del 20% del capitale e l’eventuale parte eccedente tale limite.

Due (fra le quattro prospettate in motivazione) appaiono le ragioni maggiormente convincenti a sostegno dell’assunto.

La prima è che nessun danno deriverebbe ai creditori dall’utilizzo della riserva legale per un aumento gratuito del capitale, venendo addirittura la riserva, a seguito di tale utilizzo, assoggettata al maggior vincolo di indisponibilità che connota il capitale, rispetto alle riserve e rendendo necessario ricostituire la stessa riserva per un importo percentualmente più elevato.

La seconda è che ai sensi dell’art. 2432 c.c. la riserva legale risulta non distribuibile ai soci ma non indisponibile ai fini di eventuali aumenti del capitale sociale.

Altre questioni in tema di aumenti di capitale. Per quanto concerne i conferimenti, si ritiene, ragionando al di fuori della interpretazione letterale di cui al c. 3 dell’art. 2464 c.c. secondo cui «se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento debba farsi in denaro», che la scelta delle modalità con cui eseguire l’apporto spetti ai soci. Risulta, quindi, legittimo in sede di costituzione, o di deliberazione nel rispetto del diritto di sottoscrizione (opzione) eventualmente spettante ai soci, deliberare un aumento di capitale in natura anche senza una esplicita previsione in tal senso nell’atto costitutivo/statuto.

La condivisibile motivazione di tale libertà concessa ai conferenti consta, secondo il notariato, anche dall’esigenza di non costringere i soci, che abbiano investito altrove i propri capitali, a un rapido disinvestimento, quando la società potrebbe soddisfare le proprie esigenze finanziare anche con l’apporto di titoli o di altri valori non liquidi.

In merito alla maggioranze richieste si ritiene che, nel caso in cui la sottoscrizione dell’aumento di capitale sia in natura, lo stesso possa essere deliberato a maggioranza anche senza una espressa previsione in tal senso dell’atto costitutivo/statuto.

Di contro le decisioni dei soci di introduzione nello statuto della clausola che consente di attuare aumenti di capitale mediante offerta di quote di nuova emissione direttamente a terzi (art. 2481-bis, c.c.), richiederebbe il consenso di tutti i soci rappresentanti l’intero capitale sociale.

Srl semplificata. Nella srl semplificata, particolare attenzione viene dedicata al trasferimento di quote mortis causa.

In tale circostanza il notariato ritiene che il divieto di cessione di quote a soggetti under 35 enni non valga.

Il divieto previsto nella norma (comma 4 dell’art. 2463-bis c.c), in altri termini, appare riferito ai soli atti negoziali tra vivi, per cui, nel caso di morte di un socio la sua quota si potrà trasferire agli eredi accettanti anche se questi siano persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età, ovvero altri soggetti di diritto diversi dalle persone fisiche, compreso lo Stato.

Di contro si ritiene che, negli atti tra vivi il divieto di alienazione della quota a soggetti over 35 enni comprenda anche gli atti di cessione o costituzione dei diritti di usufrutto o di nuda proprietà sulle partecipazioni sociali. Quanto sopra anche nell’ipotesi in cui l’atto di cessione o di costituzione preveda che il diritto di voto sia mantenuto in capo al socio infratrentacinquenne cedente o costituente.

Da ultimo, il notariato triveneto (deprecabilmente, ad avviso di chi scrive) si accoda al notariato nazionale nel ritenere inderogabile (almeno in termini sostanziali) gli statuti delle srl semplificate rispetto al modello standard di cui al d.m. 138/2012.

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