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Aumenti di capitale contro indebitamenti, la Commissione Ue studia misure fiscali

Favorire fiscalmente l’aumento di capitale delle società rispetto all’indebitamento. È quanto propone la commissione europea che ha aperto un provvedimento in consultazione pubblica fino al 7 ottobre. Attualmente, la maggior parte dei paesi Ue permette alle società di detrarre i costi degli interessi, ma non i costi associati all’emissione di azioni, portando un pregiudizio a favore del finanziamento da capitale proprio rispetto ai prestiti. L’iniziativa mira a introdurre un sistema di indennità per il finanziamento azionario con lo scopo di mitigare la distorsione debito-equity indotta dalla trattamento fiscale del costo del debito. L’obiettivo della consultazione è di raccogliere pareri e opinioni dalle imprese e dalle amministrazioni degli stati membri sulla percezione della distorsione del debito indotta dalla tassazione e sulle possibili soluzioni per affrontarla. Le informazioni raccolte attraverso la consultazione comprendono la definizione di «capitale proprio», le ragioni che spingono l’indebitamento delle imprese dell’Ue, le possibili soluzioni per affrontare la distorsioni sui debiti fiscali, il livello appropriato per una detrazione sul capitale proprio, o la necessità di dare maggiori agevolazioni alle Pmi. La commissione punta anche a risolvere in anticipo i problemi fiscali delle Pmi all’interno delle loro attività Ue. Attraverso una consultazione pubblica, cerca feedback per implementare un nuovo programma di adempimento collaborativo tra le amministrazioni fiscali dei paesi Ue. L’obiettivo del programma di Bruxelles è di permettere alle agenzie dei paesi Ue di risolvere insieme, in modo preventivo, i problemi fiscali transfrontalieri affrontati dalle piccole e medie imprese che operano all’interno dell’Ue. La cooperative compliance Ue potrebbe permettere ai contribuenti di presentare all’amministrazione fiscale dello stato membro di residenza un problema affrontato in materia di tassazione nelle loro attività transfrontaliere. L’amministrazione fiscale comunica poi la questione alla controparte pertinente in un altro stato membro per raggiungere una decisione comune. La commissione vuole quindi attingere in merito alle esperienze sull’attuale risoluzione transfrontaliera di questioni o controversie, le aspettative e idee che possono aiutare a plasmare le regole che possano sostenere le imprese all’interno dell’Ue. Risposte entro il 15/9/21.

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