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Aumenti di capitale col bonus

Credito d’imposta per medie società di capitali e per i loro soci che vogliano, entro il prossimo 31/12 investire nelle imprese attraverso aumenti di capitale in denaro. Tale beneficio, previsto dall’art. 26 del dl 19 maggio 2020 n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sarà operativo non appena il decreto di attuazione approvato dal Mef lo scorso 10 agosto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tale credito, peraltro, spetterà nei limiti dei due miliardi a riguardo stanziati su base nazionale.

La procedura

L’articolo 6 del decreto ministeriale prevede, in primo luogo, che le società che intendono avvalersi del credito d’imposta dovranno presentare all’Agenzia delle entrate apposita istanza (con termini e modalità che verranno definiti con provvedimento direttoriale) contenente:

1) l’indicazione delle perdite ammissibili all’agevolazione e del credito d’imposta richiesto;

2) la dichiarazione sostitutiva di un atto di notorietà con la quale il legale rappresentante attesti che la società non ha beneficiato di misure di aiuto per ammontari superiori a euro 800 mila (ai fini dell’emergenza Covid) o di minori importi in settori particolari (pesca acquacoltura, produzione di prodotti agricoli);

3) gli altri elementi eventualmente individuati con il provvedimento direttoriale.

L’agevolazione andrà restituita con gli interessi legali qualora venga accertata l’insussistenza dei requisiti previsti o la società provvedesse a distribuire riserve in data anteriore al 1° gennaio 2024.

Le società beneficiarie

Il credito d’imposta spetta ad ogni tipologia di società di capitali diversa da quelle che esercitino attività finanziaria o assicurativa e dalle società di partecipazione (ex art. 162-bis del Tuir). Quindi alle srl (anche semplificate), alle spa, alle sapa, alle coop nonché società europee e società cooperative europee. Tutte le società devono avere sede legale in Italia e devono essere dotate di requisiti di virtuosità (regolarità contributiva e fiscale, rispetto delle disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ecc). Non sono agevolabili le imprese in difficoltà sulla base di una serie di regolamenti europei citati nell’art. 2 del decreto, mentre lo sono quelle che si sono viste omologare un concordato preventivo in continuità.

I requisiti dimensionali e la discesa del fatturato

La possibilità per le società di usufruire del tax credit è subordinata a due ulteriori specifiche condizioni:

– devono aver conseguito nel periodo d’imposta 2019 ricavi derivanti da gestione caratteristica compresi tra i 5 e i 50 milioni di euro;

– devono aver subito nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi tipici di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Come deve essere effettuato l’aumento

In primo luogo, l’aumento deve essere posto in essere nel periodo compreso fra il 19 maggio e il 31 dicembre 2020. L’agevolazione spetta in relazione ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva di sovrapprezzo delle azioni o delle quote anche a seguito di conversione di obbligazioni convertibili in azioni o di quote di nuova emissione.

Ciò significa che in questo periodo l’aumento dovrà essere deliberato, sottoscritto e versato. Tale aumento dovrà avvenire in denaro, non essendo validi i conferimenti in natura. Non appare ostativa la circostanza che l’aumento avvenga attraverso un finanziamento soci alla cui restituzione gli stessi abbiano rinunciato. Esso riguarda indistintamente vecchi e nuovi soci

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta, come chiarisce l’art. 4 del dm, è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento e in quelle successive fino a quando non se ne concluderà l’utilizzo. Ciò sarà possibile a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione 2020, anche in compensazione dell’Iva, dell’Irap e dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito, dei contributi previdenziali, dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

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