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Aumenta l’utile di Bper

Bper ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 104,7 milioni di euro, in crescita del 4,2% su base annua. Sul risultato hanno influito alcune componenti non ricorrenti quali la contabilizzazione di rettifiche addizionali su crediti per 90,5 milioni relative al peggioramento del contesto macroeconomico provocato dall’emergenza sanitaria. L’utile del secondo trimestre, pur condizionato dal periodo di lockdown, si è attestato a 98,6 milioni, in netto aumento rispetto ai 6,1 mln dei tre mesi precedenti. Sul fronte patrimoniale, il Cet 1 fully loaded si è attestato al 12,57%, in aumento di 50 punti base da marzo, e il Cet 1 phased in al 14,11% con un buffer patrimoniale complessivo di oltre 2 miliardi di euro rispetto al requisito minimo fissato dalla Bce.

Gli impieghi netti in bonis sono saliti dell’1,9% da inizio anno e del 3,7% da marzo, riconducibili prevalentemente al segmento corporate. La raccolta complessiva, pari a 173,4 miliardi, «risulta in netta ripresa dalla fine del trimestre precedente (+4,7%) dopo la forte contrazione registrata nella prima parte dell’anno prevalentemente a causa dell’effetto mercato negativo relativo alla raccolta indiretta», ha precisato l’istituto. Il comparto bancassurance ha superato quota 7 miliardi, in crescita del 2,2% dal trimestre precedente e del 3,2% da inizio anno. L’asset quality è in miglioramento anche grazie alla cessione di un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile di 1,2 miliardi. Lo stock di crediti deteriorati lordi e netti (rispettivamente -18,2 e -12,2%) è più che dimezzati dalla fine del 2017.

In considerazione del mutato scenario macroeconomico e tenendo conto dei «punti di forza strutturali», il gruppo bancario ha rivisto i target economico-finanziari del piano industriale, stimando un utile netto consolidato intorno a 235 milioni nel 2021. Il cost-income è atteso di poco superiore al 63%, mentre il peggioramento del quadro congiunturale «porta a stimare, in modo conservativo, un Npe ratio lordo che potrebbe posizionarsi intorno al 10% alla fine del 2021. Sono allo studio ulteriori misure di contenimento e riduzione dello stock di crediti dubbi, che dovrebbero comunque consentire di contenere gli effetti del peggioramento del contesto macroeconomico».

«In un contesto di elevata incertezza come quello attuale», ha commentato l’a.d. Alessandro Vandelli, «si riconferma pienamente il valore strategico e industriale del progetto di acquisizione di un ramo d’azienda dal gruppo Intesa Sanpaolo per rafforzare la rete distributiva in aree importanti del paese dove oggi il gruppo ha una presenza limitata, come la Lombardia, incrementare significativamente la base clienti, migliorare l’efficienza operativa e sfruttare il pieno potenziale delle nostre fabbriche prodotto. Perché questo progetto si trasformi in una storia di successo confidiamo sul contributo di tutti, in particolare delle colleghe e dei colleghi che entreranno a far parte del nostro gruppo, verso i quali ribadiamo il massimo impegno per un positivo inserimento e una piena e completa valorizzazione».

Il cda ha inoltre deliberato un progetto di modifiche statutarie alla governance che riguarda, in particolare, le modalità di nomina dello stesso board.

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