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Attività scudate, si paga entro domani

di Marco Bellinazzo e Marco Mobili

Doveva essere il giorno delle semplificazioni fiscali. E, invece, dopo l'emergenza neve a Roma che pare aver gelato anche le buone intenzioni del Governo costretto a rinviare l'appuntamento al prossimo Consiglio dei ministri, ieri a pagare dazio, è il caso di dirlo, sono state banche e intermediari finanziari: entro domani saranno chiamati a versare nelle casse dello Stato, per conto dei propri clienti che hanno aderito allo scudo fiscale, la "patrimoniale" sulle attività finanziarie oggetto di emersione.
L'obbligo e la scadenza di domani 16 febbraio derivano dal decreto salva-Italia (articolo 19) del 6 dicembre scorso. Le difficoltà pratiche di dar luogo all'adempimento in modo corretto e tempestivo, manifestate dagli operatori e condivise dalla stessa agenzia delle Entrate in diversi incontri, avevano reso quasi scontata la proroga. Il rinvio del termine di domani per il versamento dell'imposta di bollo annuale, anzi, sembrava "cosa fatta" e tra gli intermediari, che avevano ricevuto rassicurazioni in tal senso, si parlava già del 16 luglio come prossima scadenza.
Il differimento in un primo momento avrebbe dovuto essere inserito nel decreto legge fiscale. Si era poi optato per un emendamento al Milleproroghe, all'esame del Senato. Ma ieri, contrariamente alle aspettative generali, l'emendamento non è passato. Per ovviare all'inconveniente, fino al tardo pomeriggio, i tecnici del ministero dell'Economia stavano valutando l'opportunità di riesumare il vecchio e caro "comunicato legge" – strumento utilizzato specie negli anni '90 per la proroga dei termini delle dichiarazioni dei redditi – al fine di "sospendere", di fatto, l'obbligo del versamento per poi veicolare la proroga nel decreto fiscale atteso al varo la prossima settimana.
Al posto della proroga, invece, è piombata sulle scrivanie di banche e finanziarie la chiamata alla cassa per il pagamento della cosiddetta "imposta sull'anonimato". Alle 19,30 circa è stato infatti diffuso il provvedimento attuativo messo a punto dal direttore dell'agenzia delle Entrate che non solo conferma l'appuntamento con l'Erario, ma fissa anche i criteri e le modalità di applicazione della nuova imposta di bollo.
La associazioni degli intermediari (banche, assicurazioni, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, società fiduciarie, agenti di cambio e Poste Italiane, nonché stabili organizzazioni in Italia di banche e di imprese di investimento non residenti), naturalmente, non sono contente. Oggi stesso potrebbero diramare un comunicato congiunto o scrivere al premier per spiegare la gravità della situazione. Non sono da escludersi, perciò, ulteriori sorprese nelle prossime ore.
I chiarimenti forniti dall'amministrazione finanziaria non sarebbero esaustivi e, in ogni caso, arrivando al fotofinish non permetterebbero agli intermediari di far fronte al prelievo. Con la conseguenza che dovrebbero segnalare i nomi dei detentori dei conti segretati per i quali non effettuano il versamento entro domani sera. A meno che non si ritenga plausibile che banche, fiduciarie e gli altri destinatari del provvedimento, anticipino le somme per poi rivalersi sui clienti scudati, salvaguardandone l'anonimato.
Un altro problema riguarda le modalità di calcolo degli importi si cui applicare il prelievo (nella misura del 10 per mille per l'anno 2011 e del 13,5 per mille per il 2012 e 4 per mille per gli anni successivi). Il provvedimento dell'Agenzia precisa che l'imposta va calcolata sull'ammontare delle somme e sul valore di mercato delle attività finanziarie al 6 dicembre e, in mancanza, sulla base del valore nominale o di rimborso delle stessa attività. Ma visto il numero dei conti segretati e l'entità degli importi non sarà semplice effettuare questi calcoli in sole 48 ore. Questione che si pone anche per l'eventuale imposta straordinaria sui prelievi, di cui andrà ricostruita l'esatta cronologia.

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