Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Attività finanziarie, nuove ritenute

La legge europea per il 2013, che entrerà in vigore domani, prevede fra l’altro l’estensione del campo di applicazione delle ritenute e delle imposte sostitutive sui redditi in relazione ad investimenti esteri ed attività di natura finanziaria (articolo 4, comma 2 del Dl 167/90 riformulato).

I soggetti obbligati sono quelli indicati dall’articolo 1, comma 1 che a sua volta richiama gli esercenti attività finanziaria tenuti agli adempimenti antiriciclaggio. Quindi non tutti i sostituti d’imposta, ma solo le tipologie di intermediari finanziari, elencati all’articolo 11, commi 1 e 2 del Dlgs 231 del 2007, comprese le società di microcredito, i Confidi e, come precisa la relazione, i money transfer.

La prima parte del comma 2 pare limitarsi a confermare l’applicabilità della ritenuta o dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, secondo le norme vigenti, precisando che l’obbligo riguarda tutti gli intermediari finanziari soggetti alla disciplina antiriciclaggio (e non solo quelli individuati dalle specifiche leggi d’imposta), a condizione che gli investimenti e le attività siano affidate in gestione, custodia o amministrazione o comunque intervengano nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi.

La parte più innovativa è contenuta nel secondo e nel terzo periodo del comma 2. I soggetti citati devono applicare una ritenuta d’acconto del 20% sui redditi di capitale anche per gli interessi derivanti da finanziamenti, rendite e prestazioni perpetue, fideiussioni e quelli appartenenti alla categoria residuale di cui alla lettera h) dell’articolo 44, che potrebbe comprendere proventi derivanti da rapporti giuridici esteri non inquadrabili nelle fattispecie tipiche note in Italia, purchè derivanti da impiego di capitale. Gli interessi di mora e da dilazione hanno la stessa natura del reddito da cui deriva il credito (circolare 165/E del 1997).

La ritenuta non riguarda gli interessi percepiti nell’esercizio d’impresa perché non sono redditi di capitale.

Il terzo periodo del comma 2 stabilisce che per i redditi diversi indicati nell’articolo 67 del medesimo testo unico, derivanti dagli investimenti esteri e dalle attività finanziarie di cui al primo periodo, che concorrono a formare il reddito complessivo del percipiente, gli intermediari residenti applicano una ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 20% sulla parte imponibile dei redditi corrisposti per il loro tramite.

A differenza che nella normativa sul monitoraggio fiscale si parla di investimenti esteri (non “all’estero”) e di attività finanziarie (non “attività estere di natura finanziaria”). La differenza di terminologia può far suppore che per investimenti esteri si intenda, come già illustrato dalla circolare 45/E del 2010, i beni patrimoniali (immobili, preziosi, opere d’arte, imbarcazioni, eccetera) collocati all’estero; è ovvio però che, almeno per quanto riguarda gli affitti, non si applica la precisazione della circolare 45/E secondo cui si considerano “detenuti all’estero” anche gli immobili italiani intestati a interposti non residenti. Trattandosi di immobili detenuti in Italia producono, infatti, redditi fondiari e non redditi diversi. Tuttavia in caso di cessione potrebbero generare plusvalenze inquadrabili nei redditi diversi. Non è chiaro, in proposito, se la plusvalenza sia soggetta a ritenuta anche se il reddito è di fonte italiana e non estera. Ricordiamo che l’articolo 67 contempla anche gli affitti di immobili all’estero e i canoni di locazione di beni mobili, nonché quelli derivanti dall’affitto di aziende fino ad arrivare ai canoni di concessione in uso di beni immateriali da parte di soggetti diversi dall’autore o inventore. Nel caso in cui gli intermediari intervengano nella riscossione di redditi di capitale e redditi diversi, il contribuente è tenuto a fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile. In mancanza di tali informazioni, la ritenuta o l’imposta sostitutiva è applicata sull’intero importo del flusso messo in pagamento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa