Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Attività commerciale semplice

Verifica con le norme antielusione nel caso in cui vi è alternanza tra attività commerciale e non nel caso di cessione di una partecipazione che produce minusvalenze. Ad esempio, il contratto di affitto di azienda seguito della cessione potrebbe rappresentare un comportamento strumentale per conseguire componenti negativi deducibili. L’acquirente di una partecipazione in società commerciale che svolge attività da meno di un triennio potrà computare, in caso di successiva cessione, anche il periodo di start up del primo venditore. Sono questi degli ulteriori aspetti messi in luce dalla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 7 del 29 marzo 2013.

Pex e norme antielusive. Una volta chiarito come l’alternanza tra lo svolgimento di una attività commerciale e la sua interruzione non è necessariamente, in caso di cessione nell’arco del triennio elemento che fa venir meno il regime pex, la circolare analizza quelle situazioni nelle quali, invece, lo «svuotamento» di attività operativa è finalizzato al conseguimento di minusvalenze deducibili. Infatti, posto che il requisito di commercialità deve essere continuo per un triennio, collocare un evento che interrompe tale requisito in questo arco temporale consente di vendere, almeno formalmente, una partecipazione ottenendo minusvalenze deducibili in capo al cedente. In questo caso, afferma correttamente l’Agenzia, possono operare le disposizioni anti elusive di cui all’articolo 37-bis del dpr n. 600 del 1973 che, evidentemente, l’amministrazione finanziaria può sempre applicare trattandosi nel caso di specie di operazioni su partecipazioni societarie. In tal senso l’Agenzia richiama la risoluzione nella quale era stato trattato il caso dell’affitto di azienda e della successiva cessione della partecipazione.

Start up della società e posizione dell’acquirente. L’amministrazione finanziaria considera l’attività di start up come una fase in cui, in luogo di una attività meramente preparatoria, la società effettui invece dei veri e propri «investimenti» necessari al pieno svolgimento di una attività commerciale. In questo caso vi è una continuità del triennio minimo richiesto per rientrare nel regime pex che, al momento della cessione comunque potrebbe non essersi verificato in capo al primo cedente. Il documento di prassi esamina dunque la posizione del soggetto acquirente che, nel momento in cui acquista una partecipazione per la quale può essere identificato ancora il criterio di start up, può comunque usufruire del regime pex nel momento in cui cede computando anche tale periodo in quanto facente parte, a tutti gli effetti, del concetto di commercialità.

Pex e società di comodo. Una parte della circolare mette in luce il rapporto tra le due discipline osservando come le stesse, di fatto, rispondano a finalità differenti e dunque non possono essere sovrapposte in senso stretto. L’esempio che viene fatto è quello di una società la cui partecipazione usufruisce del regime pex ma che ricade nell’ambito della disciplina delle società non operative. Posto che in linea di principio il ragionamento delle entrate è corretto da un punto di vista normativo, non va per nulla ridimensionata l’ipotesi che, in sede ad esempio di una istanza di interpello disappllicativa delle norme in materia di società di comodo, la società evidenzi come venga svolta una effettiva attività commerciale come richiesta ai fini della pex, il che, evidentemente, dovrebbe sterilizzare in radice il principio posto a base delle norme sulle società non operative. E cioè la gestione passiva di un patrimonio non destinato ad essere impiegato per lo svolgimento di una attività produttiva in quanto destinato, ad esempio, a essere utilizzato dai soci. a quel punto, il fatto di non avere raggiunto i ricavi minimi richiesti dalla norma ovvero aver dichiarato delle perdite, deve assurgere a fatto meramente matematico a fronte di una avvenuta dimostrazione dello svolgimento di una attività effettivamente commerciale.

Effetti della circolare. Laddove dovesse essere in itinere un contenzioso avente ad oggetto l’applicabilità del regime pex su una società in fase di start up «produttivo», la pronuncia dell’Agenzia delle entrate potrà essere sicuramente fatta valere al fine di sostenere l’applicabilità del regime di esenzione che, molto probabilmente, sarà stato negato in fase di controllo e che oggi in via interpretativa viene invece riconosciuto.

Come pure dovrà valutarsi la possibilità di richiedere il rimborso di imposte eventualmente pagate per avere seguito comportamenti prudenziali ovvero per l’avvenuta definizione di atti notificati dall’Agenzia delle entrate per il disconoscimento di una esenzione parziale che, invece, oggi viene riconosciuta dalla stessa Agenzia.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un bagaglio di nove miliardi di euro da investire ma, allo stesso tempo, la volontà di recidere og...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’inflazione in Italia, questo novembre, è arrivata a livelli come non si vedevano dal 2008. Gli...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Finanziamenti tradizionali, bond, private debt, quotazione in Borsa, ingresso di investitori finanz...

Oggi sulla stampa