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Atti notarili informatici nel 2015

Atti notarili totalmente informatici entro la metà del 2015. Attraverso un sistema sicuro grafometrico che sarà offerto ai cittadini. È uno dei prossimi obiettivi del Consiglio nazionale del notariato, che sta puntando tutto sulla digitalizzazione, come testimonia anche l’avvio della sperimentazione delle aste telematiche, che ha permesso un forte incremento delle aggiudicazioni.

Lo annuncia il presidente del Cnn, Maurizio D’Errico, in occasione del 49° Congresso nazionale di categoria.

Domanda. Presidente, il tema centrale del congresso è il «contributo del Notariato per la competitività del paese». Qual è il contributo fornito dal Notariato in tema di competitività?

Risposta. Secondo il rapporto Doing Business 2015 l’Italia ha recuperato ben 44 posizioni rispetto all’anno precedente nella sezione «starting a business». Questo è stato possibile grazie al dialogo instaurato con la Banca mondiale per far comprendere gli effetti della compiuta digitalizzazione di alcune procedure come la trasmissione telematica degli atti notarili relativi alla costituzione societaria e l’eliminazione del vincolo minimo del capitale della srl. Oggi in Italia è possibile costituire una impresa in un giorno e sotto questo profilo siamo ormai allo stesso livello degli Stati Uniti e facciamo meglio di Svizzera, Spagna, Lussemburgo, Giappone, Austria e Germania. Anche nella sezione «registering property» la posizione del nostro paese è particolarmente lusinghiera, grazie alla sinergia tra il sistema notariato, che garantisce certezza giuridica, ed i pubblici registri, i quali dialogano anch’essi in via telematica. Sono più di 20 anni che lavoriamo alla digitalizzazione delle procedure garantendo la certezza dei dati inseriti nei pubblici registri, ora stiamo sperimentando le aste telematiche per velocizzare le dismissioni immobiliari permettendo ai cittadini di partecipare anche da una città diversa da quella in cui è in vendita l’immobile. Già dalle prime aste abbiamo riscontrato risultati in continua crescita: nel 2014 le aggiudicazioni sono salite al 44% rispetto al 18% dell’ultimo semestre 2013.

D. In che modo il governo può agevolare questo compito alla professione?

R. Dal Governo ci attendiamo disponibilità a un dialogo senza pregiudizi, che sappia valorizzare ulteriormente la natura di pubblico ufficiale e la posizione del notaio quale terzo imparziale, a garanzia degli interessi delle parti e dell’interesse generale; nel mondo assistiamo a grande attenzione dei Paesi emergenti per il notariato e la sicurezza giuridica.

D. Quali i prossimi obiettivi della categoria?

R. Abbiamo recentemente visto tradurre in legge proposte del notariato volte a rilanciare il mercato immobiliare: è l’esempio del rent to buy che consente di comprare casa «in progress», senza la necessità di accendere un mutuo e con le garanzie dell’atto pubblico. Siamo in attesa del decreto attuativo sul deposito del prezzo, un’ulteriore garanzia per le parti deboli di una contrattazione. Continuiamo inoltre a lavorare sui sistemi tecnologici: in particolare pensiamo di poter offrire, entro metà 2015, ai cittadini un sistema sicuro grafometrico per rendere gli atti totalmente informatici. Nel corso del congresso inoltre presenteremo in anteprima una serie di collaborazioni con le istituzioni per supportare le imprese italiane all’estero e favorire gli investimenti stranieri.

D. Come valutate il pacchetto di riforma della giustizia che sta varando il ministro Orlando? Quali le criticità?

R. Il governo, e più direttamente il ministro della Giustizia, è impegnato a ridare efficienza al sistema giustizia, con una evidente ricaduta positiva in termini di competitività per il sistema paese. Il cammino di riforma è appena all’inizio, ma aver preservato la distinzione di ruolo e le competenze del notaio rispetto alle altre professioni è un fatto determinante per continuare a garantire l’esercizio imparziale ed efficace della funzione pubblica. Infine presenteremo alcune proposte, nel settore della giustizia preventiva, volte a favorire ulteriormente la prevenzione e la degiurisdizionalizzazione del processo

D. Che impatto sta avendo sulla professione l’aumento della pianta organica introdotto dal Governo Monti?

R. Ogni anno viene bandito un nuovo concorso pubblico. Nonostante la crisi economica in atto, che è probabilmente anche alla base di un certo calo delle vocazioni al Notariato da parte dei giovani laureati, abbiamo sempre incentivato l’ingresso di nuove leve e vogliamo continuare a farlo. Il concorso pubblico, gestito dal Ministero della giustizia, è la prima dimostrazione che nel notariato vale il principio dell’«ascensore sociale» se si considera che circa l’83% dei notai non è figlio di notai. La crisi del paese sta colpendo chiunque: negli ultimi cinque anni l’attività degli studi notarili ha subito un calo di oltre il 50%.

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