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Atti, autenticazione sprint

Autentica fai-da-te per gli avvocati. Le copie di atti possono essere ufficializzate direttamente dal legale, senza passare in cancelleria. La novità, introdotta dall’art. 52 del dl 90/2014 (legge 114/2014), è fonte di alcune incertezze interpretative. Ma le disposizioni consentono un risparmio di tempo sia agli uffici giudiziari sia agli avvocati e vanno sfruttate.

Vediamo alcune linee guida per i legali, con l’indicazione degli accorgimenti pratici da osservare.

La norma. La disposizione di riferimento prevede che le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché dei provvedimenti di quest’ultimo, presenti nel fascicoli informatici dei procedimenti, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale del cancelliere. Il difensore (ma anche il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore e il commissario giudiziale) possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti e attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche e informatiche, anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e munite dell’attestazione di conformità, equivalgono all’originale.

Copie cartacee. Un problema è rappresentato dalle formule da usare per l’autentica delle copie degli atti. In ogni caso, la formula (vedasi, per esempio, il protocollo congiunto del 15 dicembre 2014 del tribunale di Torino e del Consiglio dell’ordine degli avvocati del capoluogo piemontese) deve contenere l’attestazione della qualità di difensore, l’indicazione della parte, il richiamo della norma di riferimento (art. 16-bis, comma 9-bis, dl 179/12, come introdotto dall’art. 52 del dl 90/14, convertito con modifiche dalla legge n. 114/14), la dichiarazione che la copia cartacea è conforme al corrispondente esemplare informatico nel fascicolo informatico, l’indicazione del numero di ruolo generale del fascicolo, l’indicazione degli estremi identificativi dell’atto, la precisazione che la copia è stata estratta tramite consultazione remota dal fascicolo informatico. Se si procede all’attestazione di conformità su copia analogica di atti di parte e provvedimenti giudiziali destinati a notificazione unitaria (come il ricorso e il successivo decreto ingiuntivo) la formula deve essere arricchita con l’indicazione degli estremi identificativa di ciascun atto con la precisazione della loro unione a formare un unico documento.

Copie digitali. L’attestazione di conformità potrà essere apposta non solo su copia cartacea, ma anche su copia digitale. In tale caso i protocolli consigliano di sovrascrivere il file estratto dal fascicolo informatico (utilizzando le funzioni pdf creator o salva come pdf), così da creare su supporto di memorizzazione una copia suscettibile di essere integrata da aggiunte di testo e firme digitali. L’attestazione di conformità conterrà la dichiarazione che la copia informatica dell’atto o del provvedimento giudiziale è stata estratta tramite consultazione remota dal fascicolo informatico e che è conforme al corrispondente esemplare contenuto nel fascicolo informatico stesso. Il documento informatico così sottoscritto potrà essere notificato a mezzo Pec o diversamente utilizzato. In questo caso i protocolli avvisano che se si formano copie autentiche di atti di parte e di provvedimenti giudiziali destinati a notificazione unitaria (come il ricorso e decreto ingiuntivo), il difensore dovrà provvedere ad autenticazione separata dei singoli atti e provvedimenti.

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