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At&t e Direct Tv, nozze in streaming

Un affare da 48 miliardi e mezzo di dollari. AT&T (il colosso delle telecomunicazioni Usa) compra DirectTv (il maggiore provider americano di tv via satellite) creando un nuovo gigante del mercato e ponendo le basi per una totale integrazione tra telefonia e pay-tv. “Project Star”, questo il nome in codice della grande operazione che avviene sotto il segno dello streaming. Un matrimonio che porta in un colpo solo alla AT&T ben venti milioni di abbonati, tanti quanti sono i clienti di DirectTv, la tv satellitare che negli ultimi anni si è imposta sul mercato con un marketing aggressivo, i nuovi prodotti offerti e i suoi notevoli flussi di cassa. AT&T pagherà 95 dollari per ogni azione di DirectTv, inoltre si farà carico anche dei debiti netti della tv satellitare, facendo salire i costi totali dell’operazione alla cifra record di 67,1 miliardi di dollari.

Con il tramonto (sempre più veloce) della tv classica, con i network tradizionali che perdono audience, con i giovani (la fascia di età più ambita dai pubblicitari) che si fanno da soli i palinsesti televisivi selezionando in rete i programmi che vogliono seguire, tutti i grandi operatori delle telecomunicazioni puntano oggi a rafforzare l’offerta dello streaming su Internet a banda larga.
L’accordo tra AT&T e DirectTv è destinato a provocare un terremoto nelle offerte sul mercato televisivo. Renderà infatti possibili per nuovi milioni di clienti “pacchetti” che comprendono linee telefoniche (fisse mobili), collegamenti sulla rete ad alta velocità e abbonamenti alla pay- tv, offerta che finora era campo esclusivo di Comcast, vale a dire il più grande operatore via cavo degli Usa e una delle principali società al mondo nel campo dei media (è la proprietaria di Nbc Universal). Quella Comcast che nel febbraio scorso aveva offerto 45 miliardi di dollari per comprare Time Warner Cable (il secondo operatore della tv via cavo) dando vita a un gigante delle telecomunicazioni senza precedenti.
La fusione Comcast-Twc è ancora in corso di revisione da parte degli uffici regolatori federali ma ci sono pochi dubbi sul fatto che venga presto dato l’ok. Quella annunciata ieri tra AT&T e DirectTv non è dunque altro che la inevitabile risposta ai maggiori rivali sul mercato. Cui seguirà molto probabilmente un’altra importante fusione di cui già si parla a Wall Street: quella tra Sprint e T-Mobile, ovvero la terza e la quarta azienda della telefonia negli Stati Uniti.
Resta da vedere se a guadagnarci saranno veramente gli utenti. Le associazioni dei consumatori sono critiche di fronte alle grandi fusioni, nella convinzione che con meno concorrenza ci saranno anche meno opzioni tra cui scegliere e ricordano come le tariffe della tv a pagamento sono anni che fanno registrare aumenti per tutte le diverse tipologie di clienti. Solo lo scorso anno le bollette sono salite del 5,1 per cento, tre volte il tasso di inflazione.
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