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Atlantia vince la partita in Francia

Il gruppo Atlantia tiene duro e la spunta con il governo francese. La società guidata da Giovanni Castellucci ha annunciato ieri la chiusura di un accordo con l’esecutivo transalpino sul sistema di riscossione della ecotassa realizzato dal consorzio Ecomouv (di cui Autostrade possiede il 70%) che nella sostanza elimina ogni rischio finanziario a carico del consorzio, visto che lo Stato si è riconosciuto debitore verso la controparte privata per 850 milioni, e a conferma per il prossimo decennio un contratto del valore complessivo di 2,3 miliardi (230 milioni l’anno).
La vicenda era iniziata a fine 2013, quando le forti contestazioni iniziate in Bretagna avevano messo in difficoltà l’esecutivo francese su un’operazione voluta dal predecessore del presidente Francois Hollande, ovvero dal governo nominato da Nicolas Sarkozy. L’operazione prevedeva nella sostanza l’introduzione di un pedaggio a carico dei mezzi pesanti (oltre le 3,5 tonnellate) su una rete viaria di 15mila chilometri. Il raggruppamento a guida italiana si era aggiudicato la commessa con l’incarico di realizzare il sistema di telepedaggiamento. Nel novembre 2013 le proteste degli autotrasportatori hanno costretto l’esecutivo francese a fare retromarcia e a sospendere l’ecotassa, che doveva entrare in vigore a inizio 2014. Nelle more dell’impasse politica, si è aperto un contenzioso con il consorzio, al quale hanno cercato di attribuire ritardi e non adeguata realizzazione degli impianti probabilmente con il fine strumentale di tenersi le mani libere su un progetto che era diventato all’improvviso scomodo. Atlantia tiene duro e schiera subito uno stuolo di avvocati pur mantenendo una linea low profile. È stato in particolare l’ex ministro per l’Economia, Pierre Moscovici, ad accanirsi contro il consorzio Ecomouv, di cui tra l’altro lo Stato francese fa parte indirettamente attraverso Thales e Sncf con il 20% circa. «Questa società non ha ottemperato alle sue responsabilità e ci sarebbero i fondamenti per rimettere in discussione il contratto visto che non ha realizzato un certo numero di obblighi».
Detto, fatto: nel marzo scorso il governo ha comunicato al consorzio che a sua avviso c’erano i termini per la rescissione del contratto. In realtà si trattava di una pistola carica messa sul tavolo del negoziato, visto che di pari passo l’esecutivo aveva avviato le pratiche per l’attivazione dell’arbitrato. Con il rimpasto di aprile e il passaggio del dossier sul tavolo del nuovo ministro per l’Ecologia Segolene Royale la vicenda ha cambiato binario, volgendo in positivo con le conclusioni della commissione parlamentare francese, che ha confermato l’utilità dell’ecotassa e suggerito aggiustamenti, e della commissione d’inchiesta del Senato, che ha confermato la correttezza dell’aggiudicazione e dell’esecuzione del contratto affidato a Ecomouv.
La vicenda si è potuta chiudere perchè il governo francese ha trovato una soluzione politica: ha deciso di trasformare l’ecotassa in un pedaggio per i mezzi pesanti, riducendo da 15 a 4mila chilometri la rete su cui sarà applicabile. La proposta di modifica della tassa verrà messa in votazione in parlamento a luglio e dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2015, con un gettito attesto di 500-600 milioni l’anno. A riscuoterla sarà sempre Ecomouv, alle condizioni del vecchio contratto.
Nell’accordo raggiunto con Ecomouv lo Stato francese ha riconosciuto la conformità al contratto del dispositivo sviluppato, prendendo in carico il sistema e i suoi costi di funzionamento; in termini economici lo Stato ha assunto nei confronti di Ecomouv un’obbligazione dal valore complessivo di 850 milioni di euro, che remunereranno il valore del sistema e i costi sostenuti da Ecomouv per il suo allestimento. Inoltre, l’intesa elimina per Atlantia un rischio potenziale stimato di circa 200 milioni di euro nella fase di costruzione del dispositivo.
In prospettiva l’esecutivo francese studia l’ipotesi dell’ingresso dello Stato nel capitale di Ecomouv. «La nostra missione è quella di collaborare con i governi mettendo a disposizione le nostre competenze e le nostre risorse umane e finanziarie» ha dichiatato l’ad di Atlantia, Giovanni Catellucci. «Vediamo l’entrata dello Stato francese direttamente in Ecomouv come una grande opportunità. Prima era presente al 20% solo indirettamente, attraverso due società statali (Sncf e Thales). L’entrata diretta del governo francese in Ecomouv renderà la relazione con il committente ancora più fluida e allineata strategicamente».

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