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Atlantia, via alla scissione Aspi Avanti il negoziato con Cdp

Il consiglio di amministrazione di Atlantia, riunito ieri, ha varato la scissione di Autostrade per l’Italia. In proposito ha deliberato di procedere alla costituzione di una newco, che si chiamerà Autostrade Concessioni e Costruzioni, che dovrà poi ricevere il compendio scorporato.

Si tratta di un passaggio chiave e propedeutico a dar seguito all’intesa oggi allo studio con Cassa Depositi e Prestiti per l’uscita della holding dal capitale del concessionario autostradale. Al momento si è deciso di attribuire al veicolo fino all’88% di Aspi, ossia l’intera quota oggi in possesso di Atlantia. Anche se lo schema al momento al vaglio punta alla scissione del 70% della società, all’attribuzione al veicolo di circa 4 miliardi di debiti con contestuale aumento di capitale di pari importo, per favorire l’ingresso di Cassa nella newco, e alla successiva vendita del 18% di Autostrade ancora in mano ad Atlantia. A riguardo non è ancora stato deciso se sarà il veicolo ad assorbire quel pacchetto oppure investitori terzi. A dimostrazione del fatto che il percorso per definire un’intesa non è ancora terminato. Non a caso la holding ha tenuto a precisare che resta in piedi l’ipotesi di vendere l’intera partecipazione. E questo perchè, come detto, sebbene sia stato individuato il perimetro all’interno del quale condurre la trattativa con Cdp, ci sono ancora diversi ostacoli da superare. L’ambizione è quella di trovare una quadra in tempi rapidi ma non è detto che ciò avvenga. Nel mentre, però, il board di Atlantia si riunirà nuovamente il prossimo giovedì. Il summit, spiegano fonti vicine al dossier, era già in calendario tuttavia, è la speranza delle parti in causa, potrebbe essere una buona occasione per fare un ulteriore passo avanti. Molto dipenderà da come procederà il confronto con Cdp. In proposito sono tre i temi sul tavolo: la valutazione di Autostrade, il nodo del debito e la questione manleva.

Sul primo punto, come dichiarato ieri dal ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, sono stati compiuti importanti passi avanti. Dopo che martedì Autostrade ha inviato al Mit la propria proposta mercoledì il ministero ha risposto. Ora ad Aspi non resta che vagliare la proposta di transazione e l’atto aggiuntivo, strettamente correlato al piano economico finanziario, ricevuto dall’esecutivo e se non ci fossero tematiche particolari rispetto al contenuto dei due documenti, si potrebbe procedere alla firma una volta sottoposto il testo della concessione all’avvocatura generale. Tradotto significa che, chiariti gli impegni, le tariffe e l’esborso per la tragedia del Ponte Morandi in capo alla concessionaria, la procedura per definirne il valore dell’asset sarebbe in discesa e per “certificarla” basterebbe il parere di un paio di advisor appositamente individuati dalle parti in causa, ossia Cassa Depositi e Prestiti e Atlantia.

Diverso è il discorso debito. Va innanzitutto capito che tipo di debito trasferire in pancia al veicolo: obbligazioni o debito bancario? A che prezzo? Al momento si ragiona attorno alla possibilità di attribuire alla newco un’esposizione vicina ai 4 miliardi ma ancora una volta è cruciale definire il valore di Aspi per capire poi una volta che Cassa avrà realizzato un aumento di capitale di eguale importo che quota le spetta in Autostrade Concessioni e Costruzioni.

Infine è ancora aperto il tema della manleva. Atlantia ha proposto a Cassa Depositi e Prestiti di subordinare il proseguio dell’operazione al buon esito di una due diligence lunga e approfondita. Offerta che viene incontro alle richieste di Cdp ma che non soddisfa appieno l’ente. Cassa vuole evidentemente tutelarsi da possibili eventi negativi che potrebbero accadere sulla rete autostradale una volta assunto il controllo. Anche qui dunque si dovrà individuare un punto d’incontro che vada oltre l’analisi approfondita della società ma che non comporti la concessione di una garanzia in bianco.

In ogni caso il confronto tra le parti resta costruttivo e la volontà è quella di trovare un accordo. Al punto che, si spiega, l’ambizione sarebbe di definire un memorandum d’intesa per fine settembre in modo tale da poter avviare la scissione per fine anno e concretizzare il debutto in Borsa di Autostrade Concessioni e Costruzioni per febbraio-marzo.

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