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Atlantia, vertice con Cdp per definire l’intesa su Aspi

Dinamica, quest’ultima, che ha raccolto il parere poco favorevole di alcuni tra i principali investitori internazionali di Atlantia, tra i quali in primis Tci, che pure ha rivisto almeno un paio di volte la propria posizione in merito, Gic ed Hsbc. Il timore degli azionisti e della holding infrastrutturale stessa è che all’interno di un simile percorso il potenziale eccesso di carta faccia deprezzare il valore dell’asset.

Preoccupazione dunque che verrà trasferita a Cdp con l’ambizione di individuare un percorso comunque e condiviso che non svaluti Aspi. In quest’ottica è indiscutibile che, proprio per come è strutturato, il processo di Ipo è certamente il più trasparente in materia di valutazione dell’asset. Questo perché richiede il contributo di numerosi consulenti, tra advisor legali e finanziari. Consulenti, peraltro, che vengono nominati dall’emittente, ossia da Atlantia, sebbene in quest’occasione di concerto con Cdp.

Tutto questo, in ogni caso, sarà oggetto del confronto che si terrà oggi. Confronto funzionale a trovare una quadra in tempi rapidi. In precedenza era stata fissata come data ultima per definire un’intesa il 27 luglio, ora si tratta di aspettare ancora qualche giorno. Le date per la firma delle due intese, quella tra Atlantia e il governo che prevede, alla fine, l’uscita della famiglia Benetton dalla gestione delle autostrade, e il Memorandum of understanding tra la holding e Cdp ancora non sono fissate. L’ambizione dei soggetti seduti attorno al tavolo è però quella di stabilire i termini dell’accordo al più tardi entro i primi giorni di agosto.

Infine, va sottolineato che sempre in sede di collocamento, entreranno nel capitale tutti gli altri soci. Atlantia si è resa disponibile a cedere, nel precedente schema d’intesa, il 22% di Autostrade. Il che significa che questa è di fatto la quota minima che sarà collocata sul mercato. A chi sarà destinata? Sul fronte degli investitori italiani per quel pacchetto si erano già fatti avanti Poste Vita e le Casse di previdenza private dei professionisti. Mentre tra le manifestazioni di interesse giunte dall’estero, si contano quelle di Blackstone, del fondo australiano Macquarie e del Qatar. La valutazione degli asset e il prezzo di Aspi, come detto, saranno dunque stabiliti da Piazza Affari e non ex ante. A riguardo il ceo di Tci Christopher Hohn ha però provato a fissare alcuni paletti chiave: «Il valore di Aspi è di 11-12 miliardi e non si possono penalizzare i soci esteri con operazioni al ribasso».

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