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Atlantia, sì a soci in Aspi

Atlantia è pronta all’ingresso di nuovi soci in Autostrade, mentre non è in agenda la cessione di Aeroporti di Roma: è quanto emerge dalle risposte fornite ad alcuni azionisti in vista dell’assemblea che si terrà oggi. La holding, si legge nel testo, «si è dichiarata disponibile, a seguito del ripristino di una situazione di certezza circa la convenzione e circa le regole applicabili, a valutare l’ingresso di soci terzi nel capitale di Autostrade per l’Italia nel rispetto dei diritti degli attuali soci di minoranza già presenti nel capitale. Al momento, non essendosi ancora avverate le citate condizioni per l’avvio di una vera e propria trattativa con potenziali offerenti, sono in essere unicamente alcuni contatti preliminari con primari investitori istituzionali nazionali e internazionali interessati a valutare un eventuale investimento nella società, qualora appunto dette condizioni si avverassero».

Sul versante delle dismissioni la società presieduta da Fabio Cerchiai ha riferito che «al momento non ha in corso alcun processo volto alla cessione di quote del capitale di Aeroporti di Roma». Al contrario, per quanto riguarda Telepass, «Atlantia intende ricercare un partner finanziario specializzato interessato ad acquisire una quota significativa (ancorché di minoranza) ed è stato avviato in tal senso un processo competitivo volto a selezionare il partner più rispondente a tale obiettivo, sotto il profilo del contributo strategico che può apportare e del prezzo offerto».

Ma il tema caldo è legato al futuro di Aspi, oggetto del contendere con il governo. Secondo Atlantia, «in caso di revoca della concessione, in base a quanto previsto dai contratti di finanziamento o dai rimedi di diritto generale, tutti i creditori di Autostrade per l’Italia potrebbero esercitare il recesso e richiedere il ripagamento immediato dei rispettivi prestiti. Tuttavia, poiché l’articolo 35 del dl 162/2019 ha ridotto considerevolmente e in modo arbitrario l’importo dell’indennizzo previsto in Convenzione unica ed escluso che l’efficacia del provvedimento di revoca sia sottoposto al pagamento dell’indennizzo, Autostrade per l’Italia sarebbe tenuta a ripagare tale ingente ammontare di debiti senza avere le risorse finanziarie necessarie. Tale situazione pregiudica sin da ora per entrambe le società (tenuto conto della garanzia rilasciata da Atlantia a beneficio di Autostrade per l’Italia per un ammontare di circa 4,8 miliardi di euro) le possibilità di finanziare sui mercati dei capitali i propri fabbisogni di liquidità».

Il taglio del rating operato dalle principali agenzie in seguito all’entrata in vigore del Milleproroghe, ha sottolineato la società, «condiziona anche le attività di Atlantia all’estero in quanto limita l’accesso ai mercati dei capitali, presupposto essenziale per il finanziamento di nuove operazioni all’estero, oltre che influenzare negativamente la reputazione e l’immagine del gruppo».

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