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Atlantia ristruttura la rete

Atlantia si appresta a chiudere i rapporti fra Aspi (società autostrade per l’Italia) e Spea engineering (società progettazioni edili autostradali del gruppo Atlantia) e di appaltare a soggetti esterni le funzioni che la società ingegneristica espleta per Autostrade per l’Italia.

Inoltre, la società, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, sta lavorando a un piano a due o tre anni da sottoporre all’esecutivo che preveda l’esecuzione di tutti i lavori di manutenzione sulla rete autostradale.

Di fatto il concessionario ristrutturerebbe tutta la rete e si impegnerebbe a farlo con la «massima diligenza» utilizzando le migliori tecnologie e i migliori materiali disponibili sul mercato. Di fatto sarebbe un investimento di alcuni miliardi di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria. È quanto si apprende da fonti vicine al dossier che ricordano come Spea abbia ancora la responsabilità per la direzione lavori e la progettazione per quanto riguarda l’ingegneria delle infrastrutture di Autostrade per l’Italia (Atlantia). La decisione di appaltare a terzi queste funzioni è giunta alla luce delle recenti indagini della magistratura ed è stata rafforzata dal recente crollo di parte del soffitto della galleria Bertè, nel tratto della A26 tra Masone e Ovada, vicino a Genova.

La galleria, pochi giorni prima del crollo, aveva superato il controllo degli ispettori Spea che ne avevano assicurato la praticabilità per il prossimo quinquennio. Atlantia, spiegano ancora le fonti, non esclude la chiusura della stessa Spea nel medio termine o, al limite, la sua dismissione. Spea è controllata al 60% da Atlantia e con il 20% ciascuno da Aspi e Adr, entrambe a loro volta controllate dalla holding guidata dalla famiglia Benetton.

Il nuovo corso di Atlantia non si limiterà a svuotare Spea delle residue competenze. La funzione di controllo, che era già stata sottratta a Spea per essere affidata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Proger spa, Bureau Veritas Nexta srl, Tecno Piemonte spa, Tecno Lab srl, verrà gestita in maniera ancora più trasparente.

Nelle scorse settimane, secondo quanto si apprende, il numero uno di Edizione, Gianni Mion, ha chiesto un colloquio con il procuratore di Genova, Francesco Cozzi. L’incontro è stato l’occasione per rappresentare alla magistratura inquirente sul crollo del ponte Morandi il cambio di passo di Atlantia nei confronti della vicenda rispetto alla gestione di Giovanni Castellucci. Fino alla pubblicazione delle intercettazioni degli ex manager la strategia di Atlantia era quella di ritenersi vittima della vicenda e che qualunque assunzione di responsabilità rispetto al crollo avrebbe comportato un’ammissione di colpevolezza implicita.

È stato il procuratore stesso a suggerire che non possa essere Aspi a nominare i soggetti chiamati alla sorveglianza delle opere d’arte della rete autostradale in gestione. Di fatto un controllore nominato dal controllato non rappresenta una garanzia di assoluta terzietà. Atlantia sta studiando la strada migliore, secondo le best practice internazionali, per realizzare un percorso che porti alla nomina di soggetti che non abbiano nessuna possibilità di essere influenzati dalla stessa Atlantia.

Da un punto di vista societario il nuovo corso passa da un allontanamento funzionale e di governance fra Atlantia e Aspi. Oggi le due società hanno dei consigli che non sono praticamente identici come capitato nel recente passato e questo ovviamente è una garanzia di una governance più corretta.

Sono in corso le ricerche per il nuovo management di Atlantia. Lo schema predisposto da Edizione prevede che la società abbia un doppio amministratore delegato, uno per le attività italiane e uno per quelle internazionali. L’obiettivo è evitare che si crei nuovamente una eccessiva concentrazione di potere nella mani di un unico soggetto, come avvenuto con l’ex amministratore delegato Castellucci. In attesa di conoscere le mosse dell’esecutivo sulla possibile revoca delle concessioni, in Atlantia e nella sua controllata Aspi, le parole d’ordine sono ravvedimento operoso e massima diligenza.

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