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Atlantia, pronti 2,9 mld

La controllata di Atlantia, Aspi, è pronta a staccare un assegno da 2,9 miliardi di euro per scongiurare l’ipotesi di caducazione delle concessioni autostradali legata al crollo del ponte Morandi a Genova. Un rischio che comunque, dopo la valutazione effettuata dal cda di Autostrade sulla base di pareri legali e tecnici, risulta «non ragionevolmente probabile», afferma la capogruppo. La società si mostra invece possibilista sull’eventualità di arrivare a «un accordo con il governo e il ministero delle infrastrutture e trasporti che determini la cessazione della procedura di contestazione in corso».

L’impegno economico a carico di Autostrade, in merito al quale sono ancora in corso interlocuzioni con il Mit che rispetto al passato sembrano puntare a una soluzione condivisa, si articola in più voci. Aspi si è resa prima di tutto disponibile a farsi carico di impegni economici per 1,5 miliardi da destinare a iniziative di riduzioni tariffarie per l’utenza e contribuire allo sviluppo infrastrutturale del paese per la realizzazione di progetti di potenziamento della rete autostradale. A ciò si aggiunge un incremento di 700 milioni dell’ammontare delle manutenzioni nel periodo 2019-2023. Ci sono poi i 600 milioni per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, di cui Salini Impregilo e Fincantieri stanno completando l’esoscheletro. A essi si aggiungeranno altri 100 milioni che Aspi è disposta a mettere a disposizione del commissario straordinario per coprire eventuali extra costi legati alla ricostruzione dell’infrastruttura. Atlantia ha quindi deciso di accantonare a bilancio 1,5 miliardi per far fronte alle misure proposte dalla controllata.

Intanto la holding ha chiuso il 2019 con un utile di pertinenza del gruppo pari a 136 milioni di euro, che si confronta con i 775 mln dell’anno precedente. Il risultato ha risentito degli accantonamenti apportati, solo in parte compensati dal maggiore contributo di Abertis. I ricavi operativi sono cresciuti del 4% a 11,63 miliardi e comprendono una maggiore fetta della controllata spagnola (4,534 miliardi, +4%). L’ebitda è ammontato a 5,727 miliardi, in miglioramento dell’1% su base omogenea pro-forma. Atlantia ha sostenuto investimenti operativi per 1,794 miliardi, in aumento di 669 milioni. L’indebitamento finanziario netto è sceso a 36,722 miliardi.

Per quanto riguarda le ripercussioni della pandemia, con la forte diminuzione del traffico aeroportuale e autostradale, sono previsti un impatto di 3 miliardi di euro e una riduzione di 2 miliardi sui flussi operativi di gruppo, a fronte di un traffico in discesa del 30% sulle dorsali autostradali e del 50% negli scali aeroportuali. Il cda proporrà ai soci di non distribuire il dividendo.

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