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Atlantia, primo sì alla scissione per l’accordo con Cassa Depositi

La giornata di domani segnerà l’avvio del percorso che dovrebbe portare Autostrade fuori dall’orbita di Atlantia e della famiglia Benetton. In calendario è fissato il consiglio di amministrazione di Atlantia chiamato a deliberare l’innesco delle operazioni propedeutiche alla separazione da Aspi (Autostrade per l’Italia), un passaggio peraltro correlato alla scelta di Cassa depositi e prestiti (Cdp) di fare ingresso nel capitale di Autostrade. Per domani è previsto anche l’intervento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti. Durante l’audizione verrà certamente chiesto a Gualtieri un aggiornamento sul ruolo di Cdp sia nel futuro assetto di Aspi sia nella transazione che riguarda la società controllata da Atlantia.

In queste ore, del resto, è un susseguirsi di contatti tra i vertici di Cdp e di Atlantia per individuare un percorso condiviso che conduca da un lato all’uscita di scena della holding che fa capo alla famiglia Benetton e, dall’altro, all’ingresso del gruppo guidato da Fabrizio Palermo, evitando battute di arresto e cortocircuiti politici. In attesa di sviluppi il consiglio di amministrazione di Atlantia si appresta a varare un iter che dovrebbe in ogni caso assicurare la partecipazione di Cdp. L’intento è proseguire creando le condizioni per due possibili esiti della partita. Nell’ ordine del giorno del cda figura il via libera a un percorso che, come comunicato nelle settimane scorse, fissa due opzioni. Nel primo caso la vendita attraverso una gara internazionale della quota dell’ 88% di Autostrade, nel secondo caso la scissione proporzionale della controllata Autostrade da Atlantia e la costituzione di un veicolo destinato ad essere quotato in Borsa. Entrambi i casi contemplano l’intervento di Cdp per poi procedere alla successiva uscita dei Benetton. Uno schema già delineato da Atlantia in una lettera al governo, che finora non ha convinto Cdp. L’orientamento di Palermo resta quello di un intervento di Cdp «a monte» dell’operazione, ossia un percorso in più fasi con un aumento di capitale capace di dotare Aspi delle risorse necessarie a finanziare il piano di investimenti da 14,5 miliardi di euro. Uno schema, dunque, che prevede prima l’ aumento di capitale sottoscritto da Cdp, poi la vendita e la quotazione con scissione.

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