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Atlantia più forte nell’Aeroporto di Venezia

Atlantia fa un altro passo dentro l’aeroporto di Venezia, e dopo la quota di Amber rileva anche lo 0,8% di Save in mano alla Fondazione di Venezia, che resterà però socia dello scalo veneto all’1,5%. Ma per crescere nell’azionariato di una società poco liquida, Atlantia ha offerto meno del prezzo di Borsa (ieri 17,35 euro) promettendo un conguaglio futuro: il gruppo ha pagato il 21,3% di Save in mano a Amber 14,75 euro e lo 0,8% della fondazione presieduta da Giampietro Brunello 15,25 euro. Nell’ambito dell’accordo firmato ieri dal colosso che controlla anche Aeroporti di Roma è previsto che la Fondazione (come del resto Amber) riceva «un’integrazione parziale del prezzo se entro 3 anni venisse promossa un’Opa su Save a valori superiori», eventualità di cui «Atlantia non è a conoscenza». Tuttavia, dato che qualcuno aveva offerto alla Fondazione veneta un prezzo più alto, il mercato scommette che prima o poi l’Opa su Save ci sarà. A quanto si apprende da fonti finanziarie il presidente e azionista di Save Enrico Marchi, avrebbe avuto diversi contanti con Brunello per trattare l’acquisto dello stesso 0,8% rilevato ieri da Atlantia. Alcuni interlocutori vicino a Marchi avrebbero infatti offerto per quel pacchetto prezzi in linea con i valori di mercato, che da giorni sono sopra 17 euro e quindi ben superiori ai 15,25 pagati da Atlantia. Per questo gli investitori scommettono che Atlantia, la Fondazione e Amber ritengano probabile che nel gennaio 2018, quando Morgan Stanley potrà vendere la sua quota nella holding che controlla Save, la partita si risolverà a colpi d’Opa. Finint – che con Morgan Stanley controlla Save- è in una situazione di stallo perché uno dei due soci al 50%, ovvero Andrea de Vido, è costretto a vendere e l’altro azionista Marchi, si affanna a trovare una soluzione per liquidarlo. E così in attesa che un cambio di controllo faccia scattare l’Opa, Atlantia è nella posizione di poter, a determinati prezzi, diventare il socio di controllo, oppure un venditore con il 22,3%, retrocedendo in entrambi i casi alla Fondazione e a Amber «un’integrazione parziale» tra quanto pagato e il prezzo dell’eventuale futura offerta. Insomma il gruppo dei Benetton è nella situazione ideale, di poter scegliere se investire o portare a casa un’interessante plusvalenza.

Sara Bennewitz

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