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Atlantia (per ora) si sfila da Alitalia:«Non ci sono le condizioni per aderire»

I Benetton si sono chiamati fuori dalla partita del salvataggio Alitalia. Dopo il no di Lufthansa a entrare nel capitale della Nuova Alitalia, confermato ieri mattina dall’a.d. tedesco Carsten Spohr, ieri sera è arrivato anche il no del cda di Atlantia. E adesso Alitalia rischia il naufragio definitivo.

La versione ufficiale è che Atlantia non ritiene soddisfacente il piano industriale né l’impegno di Delta come un forte partner industriale. Quello che invece molti attori dell’operazione sottolineano è che i Benetton hanno dovuto scoprire le carte confermando la preoccupazione che li ha mossi fin da marzo, da quando seguono il dossier Alitalia con Ferrovie dello Stato: ottenere dal governo il salvacondotto per la redditizia concessione della controllata Autostrade per l’Italia.

Dopo il crollo del Ponte Morandi (43 morti) il M5S voleva revocare la concessione. Il nuovo governo Pd-M5S ha attenuato la punizione con «revisione» delle concessioni autostradali anziché «revoca». Ma ai Benetton non basta. Vorrebbero la conferma scritta del salvacondotto.

La partita per il salvataggio Alitalia è diventata quasi impossibile. Oggi si riunisce il cda Fs. Alla scadenza del termine di domani non potrà essere presentata un’offerta di acquisto di Alitalia. Fs solo con Delta (che prenderebbe il 10% della Newco con 100 milioni di euro) e Mef non può presentare l’offerta. È venuto a mancare un potenziale socio che avrebbe dovuto avere il 37,5% del capitale della Newco e versare 375 milioni.

La nota di Atlantia dice che «non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l’adesione di Atlantia al consorzio finalizzato alla presentazione di un’eventuale offerta vincolante su Alitalia».

Un retroscena. Alla vigilia da chi lavora al dossier era stata inviata una comunicazione al governo in cui si diceva che Fs, Mef e Delta erano pronti a concludere l’operazione, si attendeva la convalida del quarto socio, Atlantia.

Ieri mattina in una conferenza telefonica l’a.d. di Fs Gianfranco Battisti, i commissari Alitalia e il d.g. di Atlantia, Giancarlo Guenzi, era emersa un’apertura di Atlantia. Ma in serata è arrivato il «no» del cda della società. Evidentemente c’è stata una chiusura per volontà dei Benetton.

Nella nota del cda Atlantia aggiunge: «Resta in ogni caso ferma la disponibilità di Atlantia a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia».

Quanto ai tedeschi, hanno confermato il no all’intervento nel capitale di Alitalia senza prima una ristrutturazione. «Abbiamo sempre detto che vogliamo prima vedere un’Alitalia ristrutturata, poi considereremo un investimento», ha detto ieri Spohr. Lufthansa non ha neppure inviato una comunicazione a Fs. La sensazione è che l’interesse dichiarato da Lufthansa sia stato un bluff e che sia stato cavalcato da Atlantia per prendere tempo.

Adesso il governo deve decidere, insieme ai commisari, se prorogare le trattative al buio o prendere un’altra decisione, compresa la liquidazione di Alitalia. C’è anche chi vorrebbe la nazionalizzazione. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno proclamato uno sciopero nazionale del trasporto aereo il 13 dicembre.

Gianni Dragoni

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