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Atlantia lancia l’Opas su Abertis Sarà il gigante delle autostrade

Atlantia ha rotto gli indugi ed ha annunciato, dopo oltre un mese di indiscrezioni, il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio su Abertis. Offerta “volontaria” da parte del gruppo italiano e “non sollecitata”, come ha sottolineato la società spagnola con uno scarno comunicato. Che ha aggiunto: «Il consiglio non si pronuncerà fino a quando sia legalmente obbligatorio». È proprio sul significato di questa dichiarazione che si gioca il futuro dell’operazione: i soci spagnoli diranno sì ad Atlantia e alla sua offerta, che valuta complessivamente Abertis 16,34 miliardi di euro? Giovanni Castellucci, ad del gruppo, ha concluso la sua presentazione agli analisti definendo l’operazione «win-win-win», un affare per tutti. Nei giorni passati aveva sempre subordinato il lancio a che l’Opas fosse “amichevole” e ieri ha aggiunto che con Criteria-Caixa (primo azionista di Abertis) non ci sono accordi formali ma un dialogo «intenso e continuo».
Sul piatto Atlantia ha messo 16,5 euro per azione (ieri il titolo a Madrid ha chiuso a 16,36 euro, in calo dello 0,5%) ma i soci potranno scegliere anche di concambiare azioni Abertis – fino ad un massimo del 23,2% del capitale – con azioni “speciali” Atlantia, che non potranno essere cedute fino al 15 febbraio 2019 (oppure decidere per una soluzione mista cash-azioni). È la strada che potrebbe prendere la Caixa, che attualmente controlla il 24,2% del capitale di Abertis (al netto delle azioni proprie della società): nel caso in cui i soci spagnoli sfruttassero fino in fondo l’opportunità del concambio in azioni sarebbero il secondo azionista, con il 16,4% del futuro capitale di Atlantia, con il diritto di nominare tre consiglieri (su diciotto); la famiglia Benetton scenderebbe dal 30,6 al 25,5%. Atlantia ha promosso l’offerta sul 100% della società, ma in caso di adesione più bassa non mira al delisting, così come ha annunciato che le due società manterranno sede e nome distinti.
Se il compromesso trovato su prezzo e governance darà esito positivo (l’obiettivo è di chiudere nel quarto trimestre dell’anno) nascerà il primo gruppo mondiale autostradale (il terzo è Gavio) con 14 mila chilometri di asfalto e un Ebitda proforma a fine 2016 di 6,6 miliardi. Castellucci ha anche aggiunto che dal primo anno di integrazione ci sarà un incremento del dividendo per tutti i soci (ieri il titolo ha fatto +2,48%). In caso di successo dell’offerta, infine , il gruppo cederà una quota della spagnola Cellnex sufficiente ad evitare l’Opa a cascata.
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