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Atlantia, ipotesi rinvio del bilancio per le incognite su Autostrade

MILANO — Ancora guai per Atlantia. Gli amministratori della società sono alle prese con le prossime scadenze finanziarie, in particolare per la presentazione dei conti relativi al 2019 e del budget per l’anno in corso. E le notizie che cominciano a circolare in ambienti finanziari non sono positive.
La holding del gruppo Benetton che ha tra le sue attività Autostrade per l’Italia, il maggiore concessionario italiano con oltre 3 mila chilometri di rete, è ancora in attesa di una risposta da parte del governo, fondamentale per la stesura del bilancio della sua controllata. In assenza di novità, che porterebbero a un inasprimento dei rapporti, la società potrebbe anche decidere di chiedere alla Consob un rinvio di due mesi della presentazione dei conti al mercato. È una ipotesi sul tavolo, nonostante una fonte vicina alla società sostenga che tutto è stato predisposto per approvare i conti a fine marzo. Una prima valutazione dei passi da compiere avverrà nel cda di Autostrade previsto il 5 marzo e pochi giorni dopo in quello di Atlantia.
Ma da cosa nascono le difficoltà? Da due settimane, Palazzo Chigi ha una lettera di Atlantia che contiene le proposte per una soluzione negoziale allo scontro aperto con l’esecutivo dopo il crollo del Ponte Morandi. La società dei Benetton offre una serie di compensazioni: da un piano straordinario di interventi di ammodernamento della rete all’apertura del capitale di Autostrade, con la famiglia Benetton pronta ad andare in minoranza.
In cambio, Atlantia chiede che il governo riveda il provvedimento che autorizza la revoca unilaterale della concessione, con affidamento delle tratte autostradali all’Anas, in attesa delle nuove gare.
Ma le proposte, con tutta evidenza, non vengono ritenute sufficienti dal governo. Non a caso, il meccanismo della revoca è stato confermato, così come è contenuto nell’articolo 35 del decreto Milleproroghe approvato ieri al Senato. Lo stesso articolo in cui viene fissata in 7 miliardi la penale da versare ad Atlantia per la revoca della concessione invece dei 25 inizialmente previsti.
Ma l’accordo con il governo passa anche da una revisione del meccanismo delle tariffe: un taglio eccessivo – è la posizione di Atlantia – non potrebbe sostenere il piano delle nuove opere. E, soprattutto, metterebbe in crisi Autostrade. Ecco perché un accordo con il governo è necessario per consentire alla società dei Benetton di predisporre il bilancio di Atlantia, visto che potrebbe diventare complicato chiudere quello di Autostrade. Il documento finanziario deve contenere non solo le indicazioni con i numeri del 2019, ma anche le previsioni da condividere con il mercato per l’andamento del 2020. Il mercato teme anche difficoltà anche nella verifica che si deve fare annualmente sui valori delle attività iscritte a bilancio (impairment test) che non possono avere «un valore superiore a quello effettivamente recuperabile», come prevedono le regole contabili. Ma sono valori difficili da valutare se non si conoscono le intenzioni del governo sulla revoca delle concessioni ad Autostrade. Soprattutto se dovesse arrivare la revoca o una battaglia legale.
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