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Atlantia e il governo muro contro muro Bruxelles si prepara a chiedere chiarimenti

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tutto quello che era stato chiesto. Ma per portare a termine gli impegni presi lo scorso 14 luglio – uscire da Aspi, con una procedura di mercato – occorre che dall’Atto transattivo venga tolto l’articolo 10, quello in cui si vincola la chiusura della procedura di revoca alla vendita a Cdp, altrimenti la società non è vendibile. Quell’articolo infatti «non è pertinente né in linea con lo scopo dell’atto stesso, né con il contenuto della lettera di impegni inviata da Atlantia» il 14 luglio. Così come è «inaccettabile» la richiesta di manleva da parte di Cdp. Sintetizzando, è questo lo schema della lettera inviata al governo da Atlantia. E, per quanto di propria competenza e in maniera ancora più dettagliata sul fronte del negoziato, da Aspi, che ha ricordato come, in caso di revoca, farà valere i diritti previsti dalla convenzione.
Rispettata dunque la scadenza del 30, entro la quale mandare una risposta, resta da vedere se il governo considererà soddisfacente la posizione. Che sembra solo confermare la posizione già più volte espressa negli ultimi tempi. Difficile che dal versante Cdp ci possa essere un’accoglienza migliore rispetto ai giorni scorsi. Del resto, le posizioni sembrano essersi sclerotizzate: Atlantia considera un esproprio l’obbligo di vendere esclusivamente a Cdp; secondo altri osservatori invece sarebbe stata propro Atlantia a prefigurare quel percorso. Stasera si riunisce il consiglio dei ministri; non ha all’ordine del giorno la decisione sulla revoca della concessione ma è difficile pensare che non ne parlerà.
Ieri intanto sul dossier è intervenuta la Commissione europea. Lo ha fatto con una lettera indirizzata ad Atlantia, che si era rivolta a Bruxelles il 9 settembre, indicando che sta «esaminando doverosamente tutte le questioni, predisponendo con attenzione le dovute azioni conseguenti». L’esecutivo comunitario teme che la situazione precipiti. Il pericolo che sarebbe paventato da Bruxelles è che lo scontro possa portare al fallimento di Atlantia/ Aspi, con conseguenze a catena capaci di innescare nel peggiore degli scenari un “rischio sistemico”. Interpretazione rigettata dal governo. Ecco perché la lettera della Commissione ad Atlantia indica che «i servizi daranno riscontro diretto con una analisi delle vostre istanze il prima possibile e restano a vostra disposizione per un incontro ». Una disponibilità che Atlantia avrebbe già sondato in serata.
Nei prossimi giorni la Commissione contatterà informalmente il governo italiano, chiedendo chiarimenti. Tra i vari profili di possibile violazione delle norme comunitarie, quello che preoccupa Bruxelles è il potenziale effetto domino su Atlantia/Aspi, che metterebbe a rischio investitori e banche esposte verso il gruppo. Di fronte a questo scenario, Bruxelles chiederà al governo di dimostrare che la sua azione è giustificata e proporzionale, a fronte di un tale rischio per la stabilità finanziaria.
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