Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Atlantia-Gemina, allo studio l’Opas

Gemina in altalena e Atlantia in flessione (-3,54%). All’indomani dell’ufficializzazione dei contatti tra le due holding per una possibile integrazione, la Borsa comincia a fare i conti in tasca alle due compagnie e esprime un primo parziale verdetto: difficile immaginare che Atlantia promuoverà un’offerta esclusivamente cash su Gemina. Più probabile, e la convinzione sarebbe diffusa anche tra chi sta seguendo da vicino il dossier, una proposta mista carta e contanti. Allo stato attuale non sono stati affidati mandati ufficiali per seguire l’operazione ma alcune banche si starebbero già occupando del dossier, tra queste figurano Goldman Sachs, UniCredit e Banca Imi e un istituto francese.
Si diceva della proposta carta e contanti: a quali valori è ancora tutto da definire. Anche se qualche ipotesi comincia a circolare. Gli analisti, Intermonte in primis, si spingono a ipotizzare anche un prezzo d’offerta per la holding aeroportuale, che valorizzi l’azione 1,5 euro, ieri il titolo ha chiuso a 1,19 euro (+1,94%). Un valore, tuttavia, che emerge se al prezzo oggettivo di Gemina, 1,25 euro, si sommano i potenziali effetti speculativi legati all’attesa del riassetto. Ecco perché, per qualcun altro, il prezzo corretto, complice anche le incognite su Alitalia, sarebbe più vicino alla stima che gli operatori avevano fissato per la holding non appena questa ha incassato il rinnovo del piano tariffario: il range è variabile tra 1,10 e 1,20 euro ad azione. Sulla decisione finale, però, peseranno evidentemente le considerazioni circa la valenza industriale e strategica dell’operazione. In quest’ottica il mercato si è applicato provando a calcolare già ora le possibili sinergie dall’aggregazione. Intermonte, per esempio, le ha valutate in 300 milioni di euro. Ma quali ambiti possono generare questi risparmi di costo? Il punto chiave dell’intera operazione è il rating sul debito: Atlantia conta di non perderlo (BBB+) e Gemina punta a sfruttarlo per accedere a costi sostenibili al mercato del credito. Quindi c’è il dossier Pavimental da approfondire e che potrebbe portare alla realizzazione di una joint venture comune. Infine, c’è il tema della programmazione degli investimenti, della ciclicità del business e delle sinergie che potrebbero nascere da un’espansione all’estero.
Il rating
Come detto uno degli aspetti cruciali perché il progetto possa essere giudicato positivamente e quindi giungere a buon fine è il tema del rating. Atlantia che da qui al 2025, secondo le stime di Intermonte, dovrà investire quasi 17 miliardi di euro ha evidentemente la necessità di mantenere inalterato il proprio profilo di credito. Allo stesso modo se Gemina, che attualmente ha un giudizio BB+, dovesse tornare investment grade grazie al rinnovo delle tariffe questo potrebbe portare il tasso d’interesse sulla linea di credito da 500 milioni rifinanziata a maggio 2012 attorno al 5,8%. Un buon livello ma ulteriormente migliorabile se Adr dovesse finire sotto il cappello della holding autostradale. Basti ricordare che il bond collocato a fine novembre da 1 miliardo da Atlantia paga un rendimento attorno al 3,7%. Un valore che potrebbe rivelarsi interessante per lo scalo romano considerato che nei prossimi 10 anni dovrà investire qualcosa come 2,5 miliardi di euro.
Pavimental e l’ipotesi newco
Per restare sempre in tema di investimenti, buona parte dei denari che le due società dovranno spendere serviranno per ammodernare rispettivamente la rete autostradale e le piste di atterraggio. Un mestiere che già svolge una controllata di Autostrade per l’Italia, ossia Pavimental. Azienda che, avendo competenza specifica anche sul settore aeroportuale, potrebbe mettersi al servizio anche di Aeroporti di Roma per i così detti “lavori in house”, che possono rappresentare fino al 40% degli interventi complessivi. Perché ciò avvenga, però, Pavimental dovrà essere un asset condiviso tra Aspi e Adr. Ecco perché si potrebbe immaginare la creazione di una newco partecipata da entrambi che contenga Pavimental e gli asset specifici di settore posseduti dallo scalo di Fiumicino.
Diversificazione dei ricavi
Altro elemento chiave è il bilanciamento del “rischio” prodotto dalla diversificazione dei ricavi. Soprattutto in una fase come questa dove il traffico sulla rete autostradale stenta a riprendersi. Per certi aspetti investire su un aeroporto può risultare quasi una mossa difensiva poiché avendo il traffico aereo un profilo internazionale è meno soggetto a cali repentini. Basta guardare il trend sulla rete a pedaggio e quello sullo scalo romano degli ultimi 12 anni. In questo scorcio, tolto il 2001, il 2009 e il 2012, i passeggeri di Adr sono sempre cresciuti con tassi compresi tra il 4% il 9%. Dal 2008, invece, Atlantia segna traffico in calo, oppure solo lievemente positivo. le due compagnie assieme potrebbero poi far fronte comune anche nell’espansione all’estero, con Atlantia in grado di sfruttare il konw how di Gemina e Changi in Sud America.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa