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Atlantia e Gemina, la City promuove la fusione

MILANO – Il matrimonio tra Atlantia e Gemina è stato festeggiato in anticipo dagli investitori che ieri a Londra hanno incontrato l’ad del gruppo autostradale Giovanni Castellucci e quello degli aeroporti Carlo Bertazzo. Le nozze vere e proprie si celebreranno il 30 aprile alle assemblee convocate per approvare, tra le altre cose, anche i bilanci 2012 e il rinnovo del consiglio che è in scadenza.
Intanto i numeri che emergono dalla fotografia dei due gruppi affiancati insieme – e quindi prima di mettere a frutto le sinergie – fanno di Atlantia-Gemina un gruppo da 2,9 miliardi di margine lordo, mezzo miliardo in più rispetto ai 2,4 di fine 2012. La crescita più significativa spetta a Gemina, che grazie all’aumento delle tariffe in vigore dal 9 marzo chiuderà il 2013 con 350 milioni di mol (+31,5% rispetto ai 266 del 2012). Per Atlantia, invece, il quadro è in chiaro scuro: il traffico domestico è atteso in calo del 2-4% (il che implica un mol di 2,1-2,05 miliardi), mentre quello all’estero, che rappresenta il 16% del totale, dovrebbe aumentare del 4% e portare il mol prima delle competenze di terzi a 450 milioni (+28,5% rispetto ai 350 del 2012). Castellucci conta però di far crescere il contributo degli investimenti esteri in maniera rilevante per arrivare in tre anni a rappresentare il 30% della redditività del nuovo gruppo che si occuperà di infrastrutture a tutto tondo. Il management di Atlantia ha infatti spiegato agli investitori che la fusione per incorporazione di Gemina permetterà al gruppo di partecipare a molte più gare all’estero anche per la gestione di nuovi scali
oltre quelli degli Aeroporti di Roma. E se ieri il mercato ha festeggiato il progetto, con Atlantia in rialzo dell’1,6% e Gemina dell’1,9%, di pari passo con il concambio tra i due titoli, non sono neppure mancate anche le critiche. Guardando i numeri del 2013, che per Gemina sarà un
anno positivo e per Atlantia un po’ meno, qualcuno rimarcava ieri che il gruppo degli aeroporti avrebbe potuto avere un concambio più favorevole. Anche perché quest’anno tra investimenti (1,2 miliardi), oneri finanziari e tasse ad Atlantia resteranno ben pochi flussi di cassa con
cui finanziarie la crescita. Gli advisor della società replicano però che la fusione va vista in prospettiva, e nel lungo termine gli investimenti di Atlantia diminuiranno facendo aumentare i flussi e la liquidità, mentre Gemina quest’anno partirà con 178 milioni di investimenti, raddoppiando la cifra nel 2014 e continuando su questi livelli per rinnovare gli scali romani.
Infine, in vista dell’assemblea convocata il 30 aprile anche per il rinnovo dei vertici, c’è chi ieri
faceva notare come la lista di minoranza presentata da Assogestioni (1,62% del capitale) potrà essere presentata solo grazie al decisivo contributo della Sgr e delle azioni che fanno capo alle Generali (0,99% di Atlantia). Nel 2008, invece, la lista per il collegio sindacale di Generali presentata dai Benetton venne esclusa, in quanto fu considerata collegata a quella di Mediobanca. La selezione dei tre candidati presentati da Assogestioni è stata senza dubbio impeccabile, ma il dubbio sull’influenza del Leone resta.

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