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Atlantia, dossier Aspi al cda Scambio di lettere con Cdp

Il dossier Autostrade per l’Italia torna sul tavolo del consiglio di amministrazione di Atlantia. Il cda della holding, in programma per domani, affronterà il tema della controllata, complici gli ultimi sviluppi relativi alla trattativa con la cordata capitanata da Cdp. In particolare, come riferito ieri da Radiocor, negli ultimi giorni il confronto tra la holding e il consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti, in corsa appunto assieme a Macquarie e Blackstone per rilevare l’88% di Aspi, si sarebbe fatto serrato al punto che ci sarebbe stato uno scambio piuttosto intenso di lettere. A tenere alta la tensione tra le parti sarebbe la delicata questione della due diligence, aspetto attorno al quale la dialettica si sarebbe infiammata. Con Atlantia da un lato che ricorda i numeri di questa poderosa data room (2100 domande, 21 management presentation e 59 mila documenti caricati, quanto basta per essere la seconda data room più importante in Italia nel 2020) e Cdp invece che lamenta la scarsa tempestività dell’azienda a rispondere a quesiti che ritiene cruciali per poter completare l’analisi e procedere con un’offerta il prossimo 31 gennaio. Nel dettaglio, fonti vicine alla Cassa hanno ribadito che «manca in data room la gran parte delle informazioni richieste il 23 dicembre scorso e anche quanto sollecitato successivamente. Per questo risulta difficile per i consulenti predisporre i report utili alla due diligence». Si tratterebbe di dati sul traffico quotidiano, di specifiche rispetto a design di progetto di alcune opere e di sopralluoghi ad alcuni siti indicati, che giusto ieri, tuttavia sarebbero iniziati. Ragion per cui Autostrade la vede in maniera del tutto opposta.

All’interno di questa dialettica a questo punto diventa però cruciale la data del prossimo 31 gennaio. Cassa presenterà l’offerta? Al momento potrebbero non esserci le condizioni, questo a prescindere da quello che è stato fino ad oggi lo scoglio principale, ossia il prezzo. E questa è la ragione per cui Atlantia avrebbe ricordato all’ente le scadenze esortando di fatto Cassa a presentare una proposta vincolante per fine mese. Anche perché a partire da fine gennaio si aprirà la finestra per dar seguito al progetto di scissione che punta a separare il 33% di Aspi e a vendere il 55% della società (il 67% della nuova Autostrade Concessioni e Costruzioni). Ipotesi, quest’ultima, accolta favorevolmente dal mercato tanto che lo scorso 15 gennaio, presente il 72% del capitale in assemblea, ben il 99,7% ha votato sì alla scissione del concessionario autostradale.

A tutto questo si aggiunge il fatto che a giorni Autostrade per l’Italia presenterà le nuove linee guida del piano industriale. Progetto che ovviamente terrà conto del piano economico finanziario presentato alle istituzioni e che, pur avendo ricevuto un via libera politico lo scorso 19 novembre, di fatto non ha ancora ricevuto il sigillo del ministero delle Infrastrutture. D’altra parte, stante l’attuale situazione politica il dossier non sembra essere tra le priorità del governo.

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