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Atlantia, Cdp e fondi prendono tempo. Aspi lancia il polo dell’ingegneria

«Estrema cautela». È questo allo stato dell’arte l’approccio di Cdp e dei fondi, Blackstone e Macquarie, rispetto al dossier Autostrade per l’Italia. Ieri in serata era prevista la scadenza per la presentazione ad Atlantia di un’offerta per l’88% di Autostrade ma la cordata capeggiata da Cassa ha chiesto altro tempo. La ragione? Ancora troppe incognite, a parer loro. Sul nuovo piano economico finanziario di Aspi l’accordo è stato trovato pochi giorni fa, ci sono ancora una quantità enorme di documenti da vagliare, la questione manutenzioni, relativa ad un’incomprensione tra le parti rispetto le modalità di classificazione delle opere e di conseguenza degli interventi necessari, è stata solo in parte risolta e infine c’è il timore che le vicende giudiziarie possano riservare altre “cattive” sorprese.

Atlantia e Aspi, dal canto loro, sono tuttavia convinte di avere fatto il necessario e di aver messo sul piatto tutto ciò che è utile al buon esito della trattativa: il pef prevede al 2038 oltre 21 miliardi di euro, tra investimenti (14,5 miliardi) e manutenzioni (7 miliardi), con una significativa accelerazione nel prossimo quinquennio, oltre ai 3,4 miliardi da stanziare per la tragedia di Genova. Giusto ieri, peraltro, è stato assegnato il bando per il monitoraggio e la sorveglianza delle 4.500 opere dell’intera rete. Un bando che vale 67,5 milioni e ha una durata di cinque anni.

Il 15 dicembre nuova scadenza

Detto ciò, se Cdp e i suoi compagni di viaggio, ancora più scettici dell’istituzione finanziaria sul dossier, dovessero decidere di presentare una proposta nelle prossime settimane è assai probabile che il prezzo venga rivisto ulteriormente al ribasso, complice un rilevante “sconto manleva”. A riguardo va ricordato che la precedente offerta, che aveva indicato un range compreso tra 8,5-9,5 miliardi, garantendo di fatto un ritorno sull’investimento superiore all’11% secondo le stime di alcune banche, era stata respinta dalla holding perché ritenuta non adeguata. D’altra parte, se il valore dovesse salire agli 11-12 miliardi chiesti dai fondi azionisti di Atlantia il ritorno sull’investimento scenderebbe poco sopra l’8%. Poco, pare, per fondi come Macquarie o Blackrock, abituati a rendimenti a doppia cifra.

Ancora una volta, dunque, la trattativa sembra non voler decollare. Con l’aggiunta che il tempo ora stringe davvero. Entro il 15 dicembre il cda di Atlantia, che esaminerà gli sviluppi della vicenda nel consiglio del prossimo 2 dicembre, deve convocare l’assemblea per l’eventuale scissione di Autostrade. Plausibile, quindi, che venga fissato come nuovo termine quello del 15 dicembre complice anche il fatto che Cdp dovrebbe tenere un proprio consiglio attorno al 10 dicembre. Certo, è possibile che la proposta di Cassa arrivi anche dopo e venga esaminata in prossimità dell’assise, prevista entro il 15 gennaio, in parallelo con il processo di separazione. Resta il fatto che dopo mesi di contatti serrati non è ancora stata trovata una quadra.

Nasce Tecne

Nel mentre Autostrade per l’Italia ha dato vita e ha reso operativa Tecne, società chiamata a svolgere tutte le attività di progettazione ingegneristica e di direzione lavori necessarie per l’attuazione del piano di investimenti legato al pef di Aspi. La società inizierà le sua attività con un organico di oltre 500 persone tra ingegneri, progettisti, addetti alla direzione dei lavori, tecnici specializzati nel coordinamento della sicurezza. Ma in prospettiva l’intenzione al 2024 è di avere oltre mille persone di azienda. «Di queste, circa 400 saranno giovani professionisti selezionati nei principali poli universitari italiani», ha spiegato l’amministratore delegato Stefano Susani che ha aggiunto: «Questo rafforza un concetto chiave, oltre al fatto che tutti gli ingegneri infrastrutturali di Autostrade si formeranno in Tecne, si lavorerà per creare un polo di eccellenza, un punto di riferimento per lo sviluppo dell’ingegneria nel paese, per dimensione, per innovatività, per rilevanza delle attività svolte». Punto di riferimento che avrà come primi dossier sul tavolo il passante di Bologna, per la parte di progettazione esecutiva, e la Gronda di Genova, per la parte di coordinamento e assistenza tecnica. A cascata poi partiranno tutti i lavori di allargamento delle corsie. Di fatto da qui al 2024 il “portafoglio” della società è già saturo ma in prospettiva non è escluso che l’azienda, presieduta peraltro da Amedeo Gagliardi, non possa mettere le sue competenze a disposizione del mercato. Il focus, ovviamente, è la mobilità via terra. E tutto questo dovrebbe garantire un fatturato, per conto di Autostrade per l’Italia, di 70 milioni nel 2021. Valore che dovrebbe poi assestarsi, dal 2022, sui 100 milioni di euro. Tecne di fatto sarà totalmente posseduta e totalmente integrata in Aspi e lavorerà in stretta sinergia con Autostrade Tech, polo tecnologico del gruppo. Se Autostrade Tech si focalizzerà su tutte le opportunità tecnologiche che possono migliorare il viaggio, le priorità di Tecne saranno mantenere una infrastruttura fisica sicura, sostenibile e durevole. La collaborazione tra le due realtà parte ovviamente dal presupposto di voler promuovere e realizzare infrastrutture digitali, smart e sicure.

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