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Atlantia al lavoro sulla proposta Cdp L’ostacolo prezzo nella trattativa

La proposta di Memorandum di intesa di Cassa Depositi e Prestiti è arrivata sul tavolo dei vertici di Atlantia venerdì scorso e da allora è all’esame del management. L’intenzione è dare una risposta in tempi piuttosto stretti, due o tre giorni massimo.

Una risposta che, presumibilmente, conterrà delle osservazioni. Una, in particolare, ruota attorno a un tassello chiave: il percorso di valorizzazione di Autostrade. Il Mou predisposto da Cdp ipotizza una manovra contestuale che porti all’ingresso di Cassa nel capitale dell’asset tramite aumento riservato all’interno di un contesto che porti a un’Ipo diffusa. Un percorso che, sulla carta, ha il vantaggio di essere trasparente ma che, a detta di alcuni fondi azionisti della holding e di alcune fonti finanziarie, potrebbe generare uno sconto eccessivo sul prezzo. La ragione? Il timore è che l’operazione, interamente costruita attorno a un collocamento di Borsa, possa produrre un eccesso di carta andando così a impattare sul valore finale di Aspi. Possibile? Molto dipenderà da come verrà strutturata l’offerta e da quante azioni finiranno poi effettivamente direttamente a Piazza Affari. Cruciale, evidentemente, sarà in ogni caso definire il piano economico finanziario della compagnia autostradale, solo così sarà possibile dare un prezzo all’asset che tenga conto del rendimento che verrà garantito agli investimenti che verranno effettuati.

Insomma mancano ancora diversi dettagli per capire se questo sia o meno il percorso ottimale. Di certo un eccesso di carta potrebbe nuocere alla valorizzazione finale. Tuttavia, non si può dimenticare che proprio l’Ipo è in assoluto il mezzo più trasparente per definire il prezzo di una società stante la mole di consulenti, tra advisor legali e finanziari, che lavora all’operazione. Tanto più perchè nell’ambito di un collocamento in Borsa l’emittente è Atlantia e quindi ha voce in capitolo sulla scelta delle banche d’affari, sebbene di concerto con Cdp.

Giusto nei giorni scorsi, tuttavia, Tci, che detiene l’8% circa di Atlantia, è scesa in campo per provare a “difendere” il valore di Aspi. In particolare, ha messo nel mirino la valutazione di Autostrade implicita nell’aumento di capitale riservato a Cdp, che con 3,9 miliardi otterrebbe circa il 33% della concessionaria. «Le attuali proposte del governo italiano a un prezzo coercitivo e non determinato dal mercato sono abusive, non trasparenti e distruttive del valore creato», ha dichiarato nel weekend il fondatore di Tci, Christopher Hohn, secondo cui Aspi vale 11-12 miliardi di euro ante aumento di capitale. Hohn ha dichiarato di aver «presentato un reclamo formale all’Unione» per violazione delle regole del diritto comunitario ed è convinto che «altri investitori faranno lo stesso». A riguardo sarebbero già al lavoro sul dossier Gic e Hsbc. Ancora una volta, però, va sottolineato che Tci negli ultimi giorni ha dato versioni piuttosto differenti su quella che dovrebbe essere la soluzione da privilegiare: prima l’Ipo Aspi con successiva Opa da parte di Cdp, quindi, Ipo con contestuale ingresso della Cassa e in ultimo la vendita tout court dell’88% della società.

Per ora, sul piatto, c’è solo la proposta di Cdp che prevede ingresso nel capitale della nuova Autostrade per l’Italia solo quando la società sarà scorporata da Atlantia e sarà quotata in Borsa. Una pura operazione di mercato, insomma, che avverrà nei tempi stabiliti dagli accordi da siglare nei prossimi giorni con il governo, ma nel rispetto delle leggi e dello statuto che vincolano la Cassa. Essendo l’approdo contestuale al collocamento a Piazza Affari il prezzo delle azioni lo farà il mercato e sarà lo stesso che pagherà Cdp per sottoscrivere l’aumento di capitale. Le date per la firma delle due intese, quella tra Atlantia e il governo che prevede, alla fine, l’uscita della famiglia Benetton dalla gestione delle autostrade, e il Memorandum of understanding tra la holding e Cdp ancora non sono fissate. L’obiettivo, in ogni caso, è di provare a chiudere in tempi piuttosto rapidi, auspicabilmente entro la settimana.

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