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Atlantia, al cda la controproposta del governo

I contatti ci sono, il dialogo continua ma al momento le parti non hanno ancora trovato un’intesa. Questa, al momento, è la situazione attorno al delicato dossier di Autostrade per l’Italia. Situazione che verrà rappresentata oggi nel corso del consiglio di amministrazione della controllante Atlantia chiamato di fatto a valutare come procedere con la trattativa stante le posizioni espresse dall’esecutivo su alcuni punti chiave. Ieri, intervenuta a 24 Mattino su Radio 24, il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha sottolineato di non avere alcuna notizia riguardo un possibile incremento della quota di Allianz nel capitale di Aspi ma ha anche smentito che sia stato raggiunto un accordo con la compagnia sul tema revoca della concessione: «Andiamo avanti a lavorare, abbiamo preso decisioni importanti anche sulla rete autostradale». Il riferimento, in quest’ultimo caso, è alle misure emergenziali assunte in questa fase delicata, come l’intesa con i gestori delle pompe di benzina.

Ben diverso è il dialogo in atto sui termini della convenzione. Come è noto la scorsa settimana il canale di comunicazioni tra le parti è stato riaperto. Base del confronto è l’ultima proposta avanzata da Autostrade all’esecutivo. Rispetto alla quale non è giunta al momento alcuna comunicazione ufficiale ma piuttosto, in via informale, è arrivato il rilancio del ministero che ruota attorno a quattro punti cruciali: taglio delle tariffe, applicazione rigida dei dettami dell’Art (Autorità di regolazione dei trasporti), maggiori investimenti e una “penale”, a parziale ristoro della tragedia del Ponte Morandi. Tutte voci sulle quali Atlantia e la controllata Aspi si erano esercitate per presentare la propria offerta al governo. Ora Roma ha alzato l’asticella ma le nuove richieste, sebbene non ufficiali, di fatto non consentirebbero all’azienda di preservare l’equilibrio economico. Di qui la distanza tra le parti. Il cda, ormai diventato quasi una routine settimanale stante il quadro particolarmente complesso in cui opera l’azienda, è dunque chiamato a un esame dello stato dell’arte e a valutare possibili contromosse a fronte di un’analisi più approfondita dei numeri. Permane evidentemente la volontà di trovare un’intesa ma la situazione per la compagnia è già resa abbastanza complicata dagli effetti dell’emergenza Coronavirus. Il traffico sulla rete è crollato e nelle prossime settimane difficilmente riprenderà quota, l’azienda dovrà dunque scontare un sensibile calo dei ricavi per il 2020. Se a questo si sommano gli impegni richiesti dal governo è ovvio che emerge un tema di tenuta dei conti, tanto più stante il taglio del rating sul debito, portato a spazzatura, operato dalle agenzie a inizio anno a valle del decreto Milleproroghe. Esistono dunque una serie di criticità che vanno superate. Solo una volta archiviate queste tematiche sarà possibile procedere con il secondo tavolo di trattativa, quello che riguarda il riassetto del capitale di Aspi con il disimpegno di Atlantia e l’ingresso di Cdp e F2i. A tal proposito, l’idea è che la holding dei Benetton scenda attorno al 40% del capitale e il restante 60% venga diviso tra Cdp, F2i e potenzialmente altri investitori come Macquarie o i soci già presenti, ossia Allianz e Silk Road.

Nel frattempo, però, il mercato resta ottimista sul dossier. Ieri il titolo ha inanellato un’altra seduta positiva, sebbene abbia guadagnato appena lo 0,3%.

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