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Atlantia-Abertis verso l’accordo Convocato il cda per venerdì

L’Opa di Atlantia sulla spagnola Abertis starebbe arrivando alla fase cruciale. I componenti del board di Atlantia, secondo indiscrezioni, sarebbe stati allertati per venerdì prossimo (quando si riuniranno anche per discutere i risultati del primo trimestre) con l’obiettivo di avviare il lancio formale dell’offerta sul gruppo iberico. Nascerà il maggior gruppo autostradale europeo con un valore di mercato da oltre 36 miliardi di euro.
Secondo le indiscrezioni Atlantia avrebbe a questo punto perfezionato tutta l’architettura dell’operazione volta ad acquistare la quota del 22,3% di Abertis in mano all’istituto iberico La Caixa e a fare un’offerta cash per la rimanente quota.
Uno dei nodi in via di definizione è quello del prezzo. Secondo i rumors l’azionista iberico La Caixa vorrebbe almeno 17 euro ad azione per la sua quota azionaria, il che farebbe lievitare il valore di Abertis (assistita sull’operazione da Citi e dalla boutique Az Capital) a circa 16,8 miliardi di euro. Atlantia aveva inizialmente valutato le azioni della società spagnola 16 euro l’una. Resta da capire quindi se le parti abbiano avvicinato le loro valutazioni.
Anche la partita strettamente finanziaria sembra definita nei suoi punti principali. Sarebbe infatti già stato costituito il consorzio bancario che si dovrà prendere carico del mega-finanziamento da circa 11 miliardi di euro: prenderanno parte al pool bancario le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnl-Bnp Paribas assieme al gruppo elvetico Credit Suisse, che è anche advisor di Atlantia sull’operazione. Un ruolo, come advisor, potrebbe averlo anche Mediobanca.
In un secondo momento il mega-prestito dovrebbe essere sindacato con altri istituti internazionali.
Ultima variabile, quella più delicata e ancora oggetto di discussioni, sarebbe quella della governance. Come parte dell’accordo, sostengono ancora fonti vicine alla trattativa citate da Bloomberg, Caixa diverrebbe il secondo maggior azionista di Atlantia con circa il 15% delle azioni. La famiglia Benetton rimarrebbe invece il maggior investitore, riducendo la propria partecipazione dal 30 al 24 per cento.
Il board di venerdì dovrebbe appunto essere l’occasione per formalizzare l’offerta, prendendo a quel punto la scena sulla discussione dei risultati del primo trimestre.
C’è chi fa notare, in ambienti finanziari, che in questi giorni dovranno essere sistemati ulteriori dettagli: in particolare, le due parti starebbero limando il prezzo finale e, se non dovesse essere trovato un accordo su questo punto cruciale, l’operazione potrebbe ancora naufragare in Zona Cesarini. Ma tale scenario sembra a questo punto assai improbabile.

Carlo Festa

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