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Atlantia-Abertis al rush finale Si tratta sulla governance 

Trattative finali per definire il «pacchetto» complessivo di offerta che Atlantia sta mettendo a punto per conquistare il gruppo spagnolo Abertis. Secondo indiscrezioni ieri sono proseguiti i contatti tra gli advisor, Credit Suisse e Mediobanca per Atlantia e Citi e Az Capital per gli spagnoli. Questo dopo che il giorno prima i consulenti si sarebbero incontrati a Londra, territorio «neutro», per sciogliere gli ultimi nodi legati allo schema dell’offerta allo studio. Due i punti chiave su cui si starebbero concentrando i negoziati: il prezzo e la governance. L’impressione, negli ambienti vicini ai due gruppi, è che ci sarebbero i margini per far approdare la maxi Opas sul tavolo del consiglio di amministrazione di Atlantia, in agenda oggi. Tuttavia, alla luce della complessità dell’operazione, non si escludono rinvii a sorpresa.
Nell’attesa, emergono maggiori dettagli sui termini dell’offerta in cantiere. In sostanza Atlantia domani potrebbe annunciare un’Opas destinata a tutti gli investitori, inclusa la Caixa. Non sarebbe previsto, come inizialmente ipotizzato e salvo ulteriori modifiche, una operazione in due fasi, con un accordo prima con Criteria Caixa e, successivamente, con il lancio dell’Opas. In pratica l’offerta, a un prezzo che dovrebbe collocarsi tra 16 e 17 euro, sarebbe rivolta a tutti gli investitori, con una componente cash e per circa il 20-30% carta. La banca di Barcellona, primo socio con il 22,3% di Abertis, sarebbe interessata solo alla “carta”, con una diluizione attesa dall’attuale quota al 15% circa. La Caixa diverrebbe così il secondo maggior azionista di Atlantia, mentre la famiglia Benetton andrebbe a ridurre la propria partecipazione dal 30 al 24 per cento, restando il principale socio del gruppo italo-spagnolo.
L’offerta cash, che dovrebbe essere la parte dominante, circa il 76%, sarebbe destinata al mercato e agli altri investitori. La variabile chiave, ad ogni modo, resta il prezzo, con gli spagnoli decisi a spuntare un valore per azione superiore ai 16 euro che Atlantia è disposta a pagare. Tuttavia, si apprende, la società italiana starebbe giocando anche su altri tasselli, come la governance con il “peso” dei rappresentanti della Caixa nel board Atlantia.
Inevitabile dunque che le due parti stiano ancora negoziando per cercare di trovare una quadra, ma la sensazione è che ci sia spazio per definire il dossier in tempo per il board di oggi.
Sullo sfondo, poi, potrebbe lievitare il numero delle banche che costituiranno il consorzio per il finanziamento bancario da 11,5 miliardi di euro, che sarà suddiviso in tre tranche: una prima tranche sarà un term loan da 5 miliardi, ci sarà poi un bridge to loan da altri 5 miliardi, cioè un finanziamento ponte in attesa di lanciare un bond per lo stesso importo. Infine ci sarà una tranche da 1,5 miliardi, che verrà rimborsata con il ricavato della cessione del 10% di Aspi-Autostrade per l’Italia ma anche di altre piccole cessioni in programma. Il 10% di Aspi è stato ceduto due settimane fa a un gruppo di investitori tra i quali Allianz Capital Partners e il cinese Silk Road Fund.
Il pool bancario, che per ora conterebbe una quindicina di partecipanti, starebbe arruolando nuovi istituti in queste ore: alla fine le banche finanziatrici potrebbero essere una ventina. In pratica, ci sarebbero tutti i maggiori gruppi italiani e internazionali, anche se con un impegno finanziario differente: tra le italiane ci sarebbero Intesa Sanpaolo, UniCredit-Bnl-Bnp Paribas, Ubi, BancoBpm, Bper e Cdp. Tra i gruppi internazionali Credit Suisse, che è anche advisor, ma anche Crédit Agricole, SocGen, Natixis, Jp Morgan Bofa Merrill Lynch, Deutsche Bank e Citigroup.
Sulla via di un possibile accordo restano tuttavia ancora alcuni nodi da sciogliere. Uno di questi riguarda il da farsi con la quota del 34% che Abertis controlla in Cellnex Telecom. Se infatti si comprerà il colosso spagnolo, Atlantia potrebbe trovarsi costretta a fare un’offerta anche per Cellnex a meno che la partecipazione non venga venduta entro tre mesi, come previsto dalla legislazione spagnola. Secondo le fonti le due società stanno prendendo in considerazione la possibilità di vendere almeno una parte della quota di Abertis per portarla sotto il 30%. La partecipazione ha un valore di mercato di 1,3 miliardi di euro.

Carlo Festa
Marigia Mangano

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